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26

feb

2010

Comprendere la natura per progettare il futuro

Scritto da Cammy 
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Un’illustrazione grafica, dal forte carattere bio-inspired, riceve una mensione d’onore dall’International Science and Engineering Visualization Challenge, il premio sponsorizzato dalla rivista Science e dalla National Science Foundation (NSF), giunto alla settima edizione. L’oggetto in questione rimanda alla necessità di osservare con occhio attento e critico la natura per progettare l’innovazione, il futuro: da qui anche il nome della rappresentazione stessa “back to the future“.

In particolare l’immagine rappresenta, su due livelli, lo spunto biomimetico e l’elaborazione progettuale dello stesso. In primo piano infatti, una colonia di diatomee, nello specifico la licmophora flagellata, viste attraverso l’ingrandimento reso possibile grazie al microscopio SEM (le diatomee sono organismi unicellulari considerati la più diffusa forma di vita sul pianeta. La cosa interessante è che questi minuscoli organismi a forma di ventaglio, visibili solo al microscopio, hanno la capacità di poter diventare interessanti imput nel campo della progettazione grazie alle loro innumerevoli capacità funzionali e formali).

Sullo sfondo, invece, il progetto nato dalla collaborazione tra il prof. Mario De Stefano del Dipartimento di Scienze Ambientali della Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute, la Prof.ssa Carla Langella del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia della Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli”, e la Dott.ssa Antonia Auletta. Il team si è concentrato sulla capacità e sulla modalità delle diatomee di raccogliere la luce solare ai fini della fotosintesi clorofilliana. Da qui l’imput per trasferire questi principi nel campo del design attraverso un prodotto di arredo urbano che ottimizzi il recupero di energia solare. continua…

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30

mag

2009

Spoonys: sorseggiare zuppa per strada..

Scritto da Cammy 
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spoonys-packaging1Capita spesso, mentre siamo per strada, di soddisfare un nostro “leggero languorino” fermandoci qui e là alla ricerca di una pizzetta, di un dolcetto, di un gelato. Di certo il nostro pensiero non va ad una bella zuppa calda! Eppure la giovane designer Svenja Hotop, forse ispirata dal gelido freddo invernale, ha pensato di aggiungere un nuovo pasto al comune rito dello street-food. Spoonys è infatti un concept che prevede sia un sistema di packaging sia uno “snack bar” per acquistare, portare e consumare una zuppa mentre si passeggia per strada. Il packaging consiste in un due cucchiai e un contenitore composto da 4 parti (una tazza, una ciotolina, un coperchio e un copri tazza/manico) ognuna delle quali assume un ruolo “autonomo” permettendo la consumazione anche in compagnia. Il tutto è contenuto in un sacchetto di cartone rigido per tenere quanto più tempo possibile la zuppa calda.
Per quanto riguarda il punto snack, questo consiste in una specie di mini-chiosco mobile in cui è possibile effettuare il take-away oppure fermarsi a soffermare la propria minestra calda: un messaggio in vista sul chiosco recita infatti ” Spoonys, soup to stay and to go!”.
Difficile pensare dalle nostre parti una zuppa come sostituta della pizzetta o del caffè.. ma chissà, dopo il sushi, che possa diventare la nuova moda? continua…

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23

apr

2009

Salone del Mobile 2009: for design-victims

Scritto da Cammy 
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welcome-zona-tortonaE’ iniziata la tanto attesa Settimana del Design. Migliaia di persone per un anno non aspettano altro che tuffarsi a pieno in questo mare di creatività. Tra Salone del Mobile, Salone Satellite, e Fuorisalone (che oltre a Zona Tortona e la sorellina Zona Bovisa, quest’anno ospiterà nuove oasi di design), uno stand tira l’altro, come le ciliegie, e non si riesce proprio a far a meno di intrufolarsi in ogni singolo buco della città, attratti dal riconoscibilissimo profumo di design. Ecco, io invece sono ancora qui a scrivere e fantasticare sulle cose strabilianti che quest’anno pulluleranno tra le vie di Milano… ma forse, se tutto va bene, nel week-end riuscirò a farmi un “bagnetto veloce” in questo immancabile appuntamento. Nel frattempo già ho iniziato a cerchiare sull’ agendina degli eventi, quelli che sicuramente non vorrò perdermi. Per iniziare, la mia prima tappa sarà senza dubbio That’s Design!, che quest’anno, alla sua terza edizione, sarà presente negli spazi di Ex Industria in via Forcella 13. Oltre alle 14 scuole e istituzioni di design, per la prima volta esporranno i loro lavori anche 9 designer affermati. Organizzato da Zona Tortona, Domus Academy e POLI.design, e sponsorizzato da Campari Soda (presente col progetto REDesign interpretato da Matteo Ragni e col nuovo logo) , That’s Design, si riconferma la principale piattaforma espositiva per designer emergenti e affermati.
Altro evento interessante è Surfacin’- Materials Innovation, showcase interattivo organizzato da Design Partners e Material ConneXion Milano e ospitato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, in via Olona 6bis. Esposizione dedicata al mondo delle percezioni, che attraverso colori, luci e suoni, esalteranno superfici dai materiali innovativi. continua…

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24

gen

2009

Esibisco…ergo sum

Scritto da Cammy 
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esibisco“E’ un laboratorio dove si incontrano laureati e esperti di design, di tematiche sociali e ambientali, di comunicazione e di progettazione, spinti dalla volontà di creare una serie di eventi a basso costo, ma dal forte potenziale emozionale-contenutistico, che abbiano la città come cornice e che mirino al recupero di spazi meno vissuti, dimenticati, anche i più impensabili.”
Questa la filosofia di Esibisco, fervida creatura nata dall’eccentricità di uno scapigliato venticinquenne con la passione per il design sinonimo di curiosità, stupore, suggestione, emozione. Giacomo Zaganelli, questo giovane designer conosciuto per caso qualche anno fa in condizioni di estrema sopravvivenza (in campeggio, dopo numerosi e “funesti” episodi) mi aveva già allora stupito per la capacità di ironizzarci su, e per l’energia esplosiva che aveva dentro. E’ la stessa energia che alimenta il progetto Esibisco, a cui Giacomo lavora arditamente dal 2005.
La città è lo sfondo di questo progetto, partendo da Firenze e sconfinando al resto d’Italia. Non a caso uso il termine “sfondo” proprio perché ad oggi la città si trova su un layer parallelo rispetto a coloro che dovrebbero viverla e sentirla propria, e diventa sempre più difficile dunque trovare punti di contatto tra il cittadino e il tessuto urbano. Eppure se si parla di tessuto vuol dire che è prevista una trama, un intreccio di spazio, tempo, colori e sensazioni. E’ proprio questo l’intento di Esibisco. Riattivare quei link ormai spenti attraverso la creazione di una “coscienza contemporanea” in cui le attenzioni al passato possano dar spazio, o ancor più proiettarsi, a ciò che può e deve il futuro. continua…

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23

dic

2008

I cartelloni pubblicitari di Milano gridano “pace”

Scritto da Cammy 
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guerrilla e paceParlavamo qualche post fa di comunicazione sociale, e di quanto l’associazione Good Design, attraverso il contest Good 50×70, si faccia promotrice di valori e motori comunicativi sani, efficaci.
Oggi vi parlo ancora di questa fervente associazione e nello specifico di una iniziativa che riguarda in particolare questo periodo di Natale, con l’auspicio che si trascini poi tutto l’anno. Ma guardiamola più da vicino. Oltre 3000 fumetti adesivi sono stati applicati sui manifesti della città di Milano, durante il fine settimana del 19, 20 e 21 dicembre. Migliaia di balloon fuoriescono ora dalle bocche dei testimonial pubblicitari gridando silenziosamente e all’unisono un unico messaggio: peace, paz, paix, frieden e poi anche in arabo, ebraico, cinese, giapponese e russo.. insomma lanciano universalmente il messaggio di pace!
Guerrilla e pace, una sorta di guerrilla pacifica appunto, con l’obiettivo di diffondere in questo periodo in cui si è particolarmente “sensibili” e predisposti alla riflessione, l’augurio più grande, trasformando un veicolo prettamente commerciale in una voce esplicita per la condivisione di valori. continua…

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19

nov

2008

Moda, riciclo e riuso: lavori in corso…

Scritto da Cammy 
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ornj bagSi parla di riciclo e riuso ormai come fossero delle mode, anzi delle manie (e ben venga!). Diventano sempre più numerose infatti le persone, non necessariamente designer, che utilizzano oggetti o scarti di oggetti di uso comune per riadattarli a nuove esigenze e funzioni, dando loro una bella ringiovanita, e in alcuni casi donando proprio una nuova vita. E’ il caso di Ornj bags, particolarissime borse arancio, di cui sia il colore che la trama bucherellata lasciano intuire facilmente quale fosse il loro vecchio “mestiere”. Il giovane designer David Shok ha infatti ideato un modo per riutilizzare gli enormi quantitativi di recinti plastificati (quelli dei lavori in corso per intenderci) trattandoli come nastri da “piegare e cucire” come fossero maglia. Unico elemento aggiunto è una simpatica spilletta, sempre a tono, in cui compare non un nome, ma un sito di riferimento al progetto. Shok dichiara che la sua mission da designer è quella di provare a riciclare materiali ogni volta sia fattibile e nel miglior modo possibile, sia che essi diventino installazioni, sia illustrazioni sia oggetti di design… credo che quello di oggi ne sia un buon esempio. continua…

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12

ott

2008

Crea il look del tuo vaso con Bloom my Buddy

Scritto da Cammy 
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bloom-my-buddyL’altro giorno rivedevo le foto scattate a Milano in occasione del Salone del Mobile di quest’anno, e tra i tanti progetti che mi hanno colpito al Fuorisalone di Zona Tortona (di cui Light Blubs è il mio preferito) mi sono accorta che in tutto questo tempo ho dimenticato di parlarvi di un altro progetto davvero simpatico. Si riallaccia un po’ al discorso “nani da giardino” ma questa volta si tratta di un unico “esseruccio bianco”, in ceramica o in plastica, che può diventare ogni volta diverso attraverso la mano creativa di chi lo possiede. Il progetto si chiama Bloom my Buddy, ideato dai giovani designer Niels Van Eijk e Miriam Van der Lubbe. Un insolito vaso dunque, in cui sono i fiori a disegnarne e colorarne il sesso e i tratti somatici, dagli occhi, ai capelli… a qualche caratteristica un pò più “ironica”. Basta inserire i fiori o le piantine nei forellini di cui i “Buddy” sono ricoperti, giocando a creare buffi personaggi da personalizzare e in cui rispecchiarsi. Sfiziosi, suggestivi e infinitamente aggiornabili, sono adatti sia da esterni che interni. Inoltre, essendo composti da più elementi si possono facilmente smontare, lavare e rimontare. continua…

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5

ott

2008

Urban Gnomes: addio sette nani…

Scritto da Cammy 
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vitamin-urban-gnomesTutti noi sappiamo quanto siano antiestetici, anzi davvero inguardabili, l’esempio dell’ anti-design, i cosiddetti nani da giardino. Eppure molti di noi si ostinano ad averli sotto casa, vuoi per usanza vuoi per buon augurio, senza pensarci un secondo a separarsene. Il gruppo Vitamin ha deciso di cimentarsi in questa ardua impresa riprogettando il nano da giardino, conferendogli un tocco di freschezza e di extra-ordinario. I nani del nuovo millennio, dunque, non si chiamano più Mammolo, Cucciolo, Pisolo ecc., ma Urban Gnomes, ossia esserucci bianchi in ceramica , la cui personalità è data da un tocco grafico nero, ogni volta diverso. Spaziano dal pop, al rock, al romantico, sono dodici, ed ognuno ha il proprio nome; insomma ce ne è davvero per tutti i gusti. In più sono adatti sia da esterni che interni ed esiste la versione “luminosa”, in modo che possano fare anche da lampada.

Credo sia proprio venuta l’ora di dire addio ai vostri sette nani in giardino e rimpiazzarli con i mitici Urban Gnomes! continua…

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10

lug

2008

Ciboh, per chi ha fame di eccentrica creatività

Scritto da Cammy 
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cibohOggi vi segnalo un trio di giovani talenti davvero formidabili. Sono capitata per caso sul loro sito.. e me ne sono da subito innamorata. Sembrano essere le protagoniste di un bizzarro cartone animato Pallina, Barna e Naps, tre eccezionali ragazze con la passione per il cibo e tutte le suggestioni che esso può suscitare. Ed ecco che una stilista,una cuoca e una designer si incontrano per dar vita a Ciboh, un laboratorio in cui si inventa e reinterpreta il cibo, che crea un nuovo modo di mangiare, guardare, vestirsi, e giocare con il cibo.

Tre dunque le specialità di Ciboh: food, fashion, design.

Ciboh infatti realizza: catering per ogni tipo di evento conferendo ogni volta un tocco di originalità ed “inaspettato”; vestiti ed accessori pensati per giocare con l’immaginario del cibo, i suoi colori e la sua “matericità”; oggetti d’uso che cambiano il modo di vivere il cibo, ma anche oggetti d’arredo urbano, spazi privati, che diano un tocco di ironia e naturalezza, al di là del loro aspetto artificiale e patinato.

Queste ed altre informazioni su questo “spassoso” trio è possibile trovarle sul sito ufficiale http://www.ciboh.com , che rispecchia perfettamente lo stile Ciboh. Buona visione a tutti!

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23

giu

2008

Alberi di biciclette

Scritto da Cammy 
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tree parkingbike treeQuest’estate sugli alberi cresceranno strani frutti a due ruote! Ebbene si, l’emergenza ingombri eccessivi causata dall’enorme quantità di mezzi di trasporto privati che circolano e sostano nelle nostre città ha portato all’idea di sfruttare lo spazio in altezza. Si comincia dalle bici per la giovane designer Abhinav Dapke, che ha ipotizzato una vera e propria struttura ad albero, Tree Parking, con dei binari sui quali le bici possono scorrere per poi essere posizionate in cima; il criterio di riconoscimento consisterà nell’individuazione dell’impronta digitale del proprietario.

Questo progetto, ancora in fase di concept, è stato invece realizzato (per ora a Geneva) in modo quasi identico dalla Bike Tree, che prende il nome dal progetto stesso. Sul sito ufficiale è possibile trovare tutte le caratteristiche specifiche e i servizi offerti da Bike Tree.

Non si sa di preciso chi sia stato il primo a pensare ad un albero di biciclette, fatto sta che i progetti che si muovono in questa direzione sono numerosi e nascono tutti da un’esigenza comune, quella cioè di riappropriarci delle nostre strade, delle nostre città.. oggi completamente coperte.

Una domanda nasce spontanea (alla Lubrano!): se si inizierà ad ingombrare non più solo la superficie urbana, ma addirittura il volume.. rischieremo di rimanere un giorno sommersi? E’ questa la strada giusta da seguire? Personalmente ho qualche perplessità.

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