25

mag

2009

Le auto da corsa del futuro sono GreenGT

Scritto da Cammy 
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green-gtLa compagnia svizzera GreenGT ha appena “sfoderato” la sua arma vincente: il prototipo dell’auto elettrica che sfreccerà in occasione dell’evento 24 Hours of Le Mans del 2011. Il progetto si chiama infatti Le Mans Racer ed è frutto del lavoro di un team di studenti provenienti dal ISD du Valenciennois in Francia. Baptiste Viry ( designer, 5° anno) Thomas Clavet (designer, 5° anno), Julien Sarreméjean (designer, 3° anno), Romuald Lemoine (digital designer, 2° anno) e Mathieu Bouis (digital designer, 1° anno), hanno dato vita ad un’auto sportiva dalle altissime prestazioni e tecnologicamente avanzata. Tra le numerose caratteristiche Le Mans Racer vanta una carrozzeria in fibra di vetro, montata su uno chassis in fibra di carbonio omologato FIA 2008; può essere inoltre alimentata da energia solare attraverso pannelli fotovoltaici che ricaricano 2 batterie al litio da 30kWh ciascuna, possiede 2 motori elettrici ognuno da 100 kW raffreddati ad acqua, raggiunge la velocità massima di 275km/h compiendo 0-100km in meno di 4 secondi. Raggiante e aggressiva al punto giusto. E chissà che non ci ritroveremo una versione di questo gioiellino anche sulle nostre strade.. voci di corridoio non smentiscono.. continua…

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14

mar

2009

252° Living Area: Mobile Mini House

Scritto da Cammy 
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252-living-area2Il post di oggi riguarda un concept davvero eccezionale! L’ispirazione nasce dalla Chemosphere di John Lautner’s, una villa che si scorge a malapena tra gli alberi per le strade di Los Angeles, e che ha la particolarità di svilupparsi in maniera radiale. In questo caso però, la villa diventa “portabile”: da statica si trasferisce su ruote. Una specie di roulotte che si avvicina molto di più al concetto di casa, ma che nonostante ciò lo rivoluziona. Un gruppo di giovani designer, Stephanie Bellanger, Amaury Watine, François Gustin e David Dethoor, progettano 252° Living Area: Mobile Mini House. Il nome parla da sé: in 252° si sviluppano bagno, soggiorno, camera da letto, cucina ed ufficio. Una mini-casa, in cui le pareti separano i vari ambienti. Come fossero delle sfoglie, le pareti possono essere chiuse o aperte a piacimento, configurando lo spazio. Gli stessi elementi d’arredo, attraverso una serie di pieni e i vuoti, sono formati nelle pareti che, una volta chiuse, combaciano alla perfezione. Una scocca protettiva esterna poi, inscatola il tutto, rendendolo stabile e compatto. continua…

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18

feb

2009

La fiaba di Deborah: da ala d’aereo a scrivania

Scritto da Cammy 
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reestore-deborahC’era una volta un aereo che, stanco di volare ad alta quota, decise di scendere per sempre a terra e trasformarsi in una bellissima scrivania… Sembra la versione rivisitata in chiave moderna di una fiaba per bambini, e invece è l’ultimo progetto dello studio Reestore. Sicuramente ricorderete il capostipite Annie, il carrello per la spesa che diventa poltrona, ormai icona del re-design come trasformazione di un oggetto da dismesso a nuova vita. Ecco, dopo il carrello per la spesa, il cestello della lavatrice, la vasca, è il momento dell’aereo. Ebbene si lo studio Reestore ha pensato bene di prendere un ala di un aereo dismesso e, attraverso piccoli accorgimenti, convertirla in una elegante e “aerodinamica” scrivania. Dall’ala dell’aereo nasce infatti Deborah, scrivania in alluminio, alla quale, rispetto al pezzo originario, sono state aggiunte le gambe in acciaio e un piano d’appoggio in vetro. Disponibile on line a circa 3150 euro, perfetta sia per la casa che per l’ufficio, Deborah è un ottimo esempio di come, con una specie di “lifting progettuale”, qualsiasi oggetto ad una certa “età” può rinascere e rifiorire, e che il rifiuto diventa sempre più una risorsa. continua…

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15

gen

2009

Safe Balloon: addio vecchio triangolo rosso!

Scritto da Cammy 
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safe balloonIl progetto di oggi riguarda la sicurezza stradale. Tutti sanno quanto sia spiacevole avere un inconveniente in strada ed essere costretti a fermarsi, magari in posti difficoltosi, con scarsa visibilità o trafficati, e sapere che l’unico “mezzo” per comunicare il proprio disagio è un inutile e invisibile triangolo rosso. La legge obbliga inoltre il posizionamento del triangolo a una determinata distanza dal veicolo, e non sempre è possibile! Perché allora non pensare ad un sistema alternativo? Il giovane designer Baek Uyeol ha presentato infatti per il red dot design award 2008 un nuovo triangolo rosso, stavolta stampato su un enorme “balloon”. Il progetto si chiama infatti Safe Balloon ed ha lo stesso funzionamento di un airbag. In caso di incidente un sensore d’urto attiva un iniettore di gas che viene immesso in un enorme triangolo gonfiabile; il meccanismo, ad ogni modo, può essere attivato all’occorrenza anche manualmente. Ancora più interessante è che il meccanismo di iniezione viene attivato attraverso energia solare e non ha bisogno dunque di essere di volta in volta ricaricato. Collocato sul tettuccio dell’auto, grazie alle dimensioni e alla posizione favorevoli, garantisce piena visibilità anche a distanza.

Link utili:

http://www.trendsnow.net

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18

ott

2008

Insecta, l’auto che si ispira alla cavalletta

Scritto da Cammy 
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Ancora la natura come inesauribile fonte d’ispirazione. Questa volta il riferimento va al mondo animale, e in particolare a quello degli insetti. Questi minuscoli animaletti spesso non riscontrano le nostre simpatie ma sono davvero delle creature eccezionali, complesse, dagli innumerevoli e preziosissimi segreti… e il design non aspetta altro che impossessarsene. Proprio come ha fatto il giovane designer Shao Yung Yeh, vincitore del primo premio in occasione dello Yulon-Nissan Car Design Contest in Taiwan. Il progetto si chiama appunto Insecta e riguarda il concept di un veicolo elettrico ad uso singolo, ispirato alla cavalletta. Particolarissimo infatti è il sistema di sospensioni che prende spunto dalla morfologia delle zampe dell’insetto facilmente estensibili, in modo che il veicolo possa adattarsi alle varie condizioni di guida, regolando la propria altezza. Alle estremità di queste “zampe” troviamo le ruote, ad ognuna delle quali è apposto un meccanismo circolare che fa da batteria ricaricabile. Attraverso queste soluzioni, l’abitacolo risulta molto spazioso e confortevole, e l’intero veicolo davvero leggero.

Leggerezza dunque e flessibilità caratterizzano questa insetto-car, che oltre ad essere esteticamente piacevole ed originale, è piccola, comoda e maneggevole e riesce benissimo a districarsi nelle situazioni di traffico, risultando una buona risposta alle richieste dell’ auto del futuro. continua…

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25

set

2008

Car design: i vincitori di Stile Italiano Giovani

Scritto da Cammy 
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stile-italiano-giovani-2008Freschi freschi gli esiti del concorso Stile Italiano Giovani edizione 2008 , bandito dal Gruppo Carrozzieri Autovetture di ANFIA, Associazione Nazionale Filiera industria Automobilistica. Più di cento i progetti presentati da giovani car designer provenienti da 27 paesi del mondo, dalla Malaysia all’Uzbekistan.

I primi tre premi, assegnati da una giuria presieduta da Leonardo Fioravanti, sono andati rispettivamente all’italiano Adriano Stellino (20 anni), allo spagnolo Luis Gonzales-Camino Calleja (26 anni) e all’indiano Shashwath Bolar (26 anni).

In particolare il primo premio assegnato a Stellino, riguarda il progetto di una Porsche, erede diretta della 911GTI e della 917. Quasi come se fosse il vento a darle forma, quest’ auto è stata concepita con forme morbide e allo stesso tempo sfuggenti, sostituendo il classico alettone con due ali. Il trionfo della leggerezza dunque, di cui il principale artefice è l’utilizzo di fibra di carbonio per la scocca e tanti altri particolari come il volante, il cruscotto e i pedali.

Ancora più interessante, a mio avviso, il progetto secondo classificato di Luis Gonzales-Camino Calleja, che ha ipotizzato un nuovo concept di Lamborghini, adatta ad una specifica fascia di target. Si chiama Lamborghini Lidia, un’auto di lusso così come la casa richiede ma anche espressione di confort. Pensata infatti per gli uomini dai 50 ai 60 anni, la Lidia prevede un assetto leggermente rialzato per facilitare l’ingresso e l’uscita dall’abitacolo e un portabagagli su misura per le mazze da golf, sport preferito di questo target. In più la scelta del nome non è a caso : “la Lidia” in spagnolo vuol dire “l’arte della tauromachia”, fortemente legata alla storia della Lamborghini e della Spagna; da qui si evince il notevole significato che hanno avuto le proprie origini sul giovane designer. Simile al movimento di un toro in corsa il risultato formale della concept car, quasi come fosse un’auto tratta da una tela futurista. continua…

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18

set

2008

Le forchette si trasformano in sedie

Scritto da Cammy 
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the-seniora-fork-chairfork-chair-sculptRicordate Sedia 1:20, il progetto in cui una sedia diventava oggetto di food design? Ecco, nei progetti di oggi accadrà il processo inverso. In The Seniora Fork Chair del giovane designer Ignacio Ruiz Gutierrez H., è infatti una “forchetta gigante” a diventare una sedia: un unico pezzo di legno che si modella in modo che il manico faccia da base e i dentelli da schienale. Con questo progetto, l’appena ventenne designer messicano si è aggiudicato il terzo posto al concorso Andreu World International Design Competition 2006, e sta continuando tutt’oggi a vincere numerose competizioni.

Sulla stessa linea hanno lavorato i pensieri di un altro giovane “creatore” che si sono tramutati in un progetto molto simile a quello precedente. Si tratta questa volta di uno scultore, Finn Stone, che ha plasmato un’ enorme forchetta metallica che diventa una perfetta seduta, Fork Chair appunto. In questo caso però la forchetta si ribalta: quasi come se avessero addentato un sasso, i dentelli della forchetta si divaricano formando le gambe della sedia, mentre il manico il alto fa da schienale.

Insomma, entrambe idee simpatiche che ognuno di noi vorrebbe sfoggiare nella propria cucina… ma rimango perplessa, soprattutto nel secondo caso, riguardo la comodità, anche perché, come ricorda il nostro caro Bruno Munari, c’è differenza tra artista e designer. Voi che ne pensate?

Link utili:

http://www.trendhunter.com/

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31

lug

2008

Aptera Tip-1: leggera, compatta, vola senza ali

Scritto da Cammy 
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aptera-1Aptera in greco vuol dire “senza ali”. E’ proprio questa la missione della compagnia di motori californiana fondata 5 anni fa da Steve Fambro. Oggi lo vediamo scendere in campo, anzi in strada, con la sua novità: un gioiellino bianco a tre ruote, simbolo del downsizing e della eco-sostenibilità, due punti cardine del transportation design attuale. Si chiama Tip-1 ed è piccola e leggera come una libellula ma forte, robusta, resistente agli urti. Questo grazie alla sua struttura a “uovo”, una monoscocca in materiali compositi, provenienti dal mondo dell’aeronautica e delle corse. Motore elettrico o ibrido, pannello solare sul tetto e tecnologia digitale in abbondanza sono solo alcune delle caratteristiche tecniche che rendono appetibile questa singolare concept car. Il fascino esterno della carenatura continua, lucida e levigata, continua dunque all’interno, all’insegna del confort, dell’eleganza e della raffinatezza di stile. continua…

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23

giu

2008

Alberi di biciclette

Scritto da Cammy 
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tree parkingbike treeQuest’estate sugli alberi cresceranno strani frutti a due ruote! Ebbene si, l’emergenza ingombri eccessivi causata dall’enorme quantità di mezzi di trasporto privati che circolano e sostano nelle nostre città ha portato all’idea di sfruttare lo spazio in altezza. Si comincia dalle bici per la giovane designer Abhinav Dapke, che ha ipotizzato una vera e propria struttura ad albero, Tree Parking, con dei binari sui quali le bici possono scorrere per poi essere posizionate in cima; il criterio di riconoscimento consisterà nell’individuazione dell’impronta digitale del proprietario.

Questo progetto, ancora in fase di concept, è stato invece realizzato (per ora a Geneva) in modo quasi identico dalla Bike Tree, che prende il nome dal progetto stesso. Sul sito ufficiale è possibile trovare tutte le caratteristiche specifiche e i servizi offerti da Bike Tree.

Non si sa di preciso chi sia stato il primo a pensare ad un albero di biciclette, fatto sta che i progetti che si muovono in questa direzione sono numerosi e nascono tutti da un’esigenza comune, quella cioè di riappropriarci delle nostre strade, delle nostre città.. oggi completamente coperte.

Una domanda nasce spontanea (alla Lubrano!): se si inizierà ad ingombrare non più solo la superficie urbana, ma addirittura il volume.. rischieremo di rimanere un giorno sommersi? E’ questa la strada giusta da seguire? Personalmente ho qualche perplessità.

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6

giu

2008

Alessandro Belli e la sua “bici da zaino”

Scritto da Cammy 
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bici-da-zainoA tutti i ladri di biciclette: trovatevi un altro mestiere! Ebbene si, il giovane designer Alessandro Belli, in occasione dell’ evento sul transportation design “Terra, Acqua, Aria & Design”, che si terrà il prossimo 16 Giugno a Milano, ha progettato e realizzato il prototipo di una bici davvero innovativa. Si tratta di una bici “da zaino” ossia una bicicletta pieghevole che invece di essere lasciata su per i marciapiedi, all’intemperie e a rischio furto, può essere portata in spalla e tenuta così sotto controllo. Il peso è infatti molto esiguo: 4kg nella versione standard e 6kg nella versione elettrica per i più pigri (si può sostituire alla ruota posteriore un sistema elettrico a pedalata assistita) .

Il punto di forza del progetto sta soprattutto nell’uso strategico dei materiali: inspirata al settore aerospaziale, la bici è stata pensata in polipropilene rinforzato da fibre composite secondo una struttura a reticolo pretensionato (simile a quello dei carrelli di atterraggio degli aerei), con una rigidità pari o superiore a quella di una normale bicicletta. continua…

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