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7

mar

2010

Il bello scultoreo in una scarpa

Scritto da Cammy 
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A prima vista sembrano modellini d’architettura, oggetti di studio meticoloso e raffinato alla ricerca dell’edificio perfetto. Ma serve ridurre la scala d’osservazione per capire che quelli di Tea Petrovic sono prototipi di scarpe. Non a caso l’ispirazione nasce dai lavori dello scultore russo Naum Gabo e dalle opere d’architettura dello spagnolo Santiago Calatrava. Ispirazione che ha dato vita alla collezione presentata da Tea come lavoro di tesi presso l’ Academy of Fine Arts a Sarajevo. La collezione si compone di dieci elementi, tutti realizzati a mano, inseriti in tre macrogruppi tematici a seconda degli approcci progettuali che Tea ha voluto sperimentare. Il primo gruppo, Linear constructions, trae ispirazione dalle opere di Gabo e rappresenta l’idea di leggerezza, trasparenza e al tempo stesso complessità. Il secondo gruppo, Architectural shoe, fa riferimento alle architetture di Calatrava con un accento sul dettaglio: il tacco alto è una figura scultorea che domina e determina la forma della scarpa. Infine il terzo gruppo, Wings/variations, si sviluppa intorno a forme naturali ed organiche ottenute attraverso monoscocche. continua…

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26

feb

2010

Comprendere la natura per progettare il futuro

Scritto da Cammy 
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Un’illustrazione grafica, dal forte carattere bio-inspired, riceve una mensione d’onore dall’International Science and Engineering Visualization Challenge, il premio sponsorizzato dalla rivista Science e dalla National Science Foundation (NSF), giunto alla settima edizione. L’oggetto in questione rimanda alla necessità di osservare con occhio attento e critico la natura per progettare l’innovazione, il futuro: da qui anche il nome della rappresentazione stessa “back to the future“.

In particolare l’immagine rappresenta, su due livelli, lo spunto biomimetico e l’elaborazione progettuale dello stesso. In primo piano infatti, una colonia di diatomee, nello specifico la licmophora flagellata, viste attraverso l’ingrandimento reso possibile grazie al microscopio SEM (le diatomee sono organismi unicellulari considerati la più diffusa forma di vita sul pianeta. La cosa interessante è che questi minuscoli organismi a forma di ventaglio, visibili solo al microscopio, hanno la capacità di poter diventare interessanti imput nel campo della progettazione grazie alle loro innumerevoli capacità funzionali e formali).

Sullo sfondo, invece, il progetto nato dalla collaborazione tra il prof. Mario De Stefano del Dipartimento di Scienze Ambientali della Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute, la Prof.ssa Carla Langella del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia della Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli”, e la Dott.ssa Antonia Auletta. Il team si è concentrato sulla capacità e sulla modalità delle diatomee di raccogliere la luce solare ai fini della fotosintesi clorofilliana. Da qui l’imput per trasferire questi principi nel campo del design attraverso un prodotto di arredo urbano che ottimizzi il recupero di energia solare. continua…

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11

feb

2010

Il fascino del bianco

Scritto da Cammy 
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Da asettico, ospedaliero, impersonale, il bianco è diventato il colore del design. Quando abbiamo visto quell’esseruccio bianco e minuscolo, chiamato iPod, comparire d’improvviso, uno strano effetto l’ha fatto a tutti. Mai e poi mai avremmo immaginato che sarebbe diventato parte di noi, come se non fossimo mai nati senza. Da allora qualsiasi oggetto che avesse voluto presentare almeno un briciolo dello stesso “charme” non avrebbe potuto far a meno di essere bianco. Ed ecco che una pioggia lattea di oggetti dai più “colti” a quelli di massa, dall’hi-tech al fashion al food, in qualsiasi campo del design, ha riempito i nostri occhi di bianco, provocando una piacevole sensazione di assuefazione e benessere. Forse perchè bianco è assenza e presenza simultanea di tutti i colori, perché permette di arrivare all’anima dell’oggetto cogliendone, senza dissuasioni, l’intima essenza. Perché mette a nudo un corpo e non mente, in un gioco persuasivo di mistero e verità.

Lo sanno bene Giulio Iacchetti e gli altri otto illustri personaggi del design che nella collezione Il Coccio Design hanno reinventato l’umidificatore attraverso il tradizionale bianco esaltandone la forma. E Odoardo Fioravanti non poteva far altro che associare il bianco ad un candido legno nel suo Telescopio di Galileo per far immergere pienamente l’osservatore nella “milky way”.

Dunque, nonostante il total black pare stia per ritornare (perché i “corsi e ricorsi storici” esistono anche nel mondo del design… e l’iPad ne è l’esempio) il bianco continua ad avere il suo fascino. continua…

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3

feb

2010

Endless Chair e il “quesito senza fine”…

Scritto da Cammy 
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Sedie, sedie e ancora sedie. La mania del designer continua ad essere la sedia. Quella che vi presento oggi si chiama Endless Chair, dello studio belga MT4. “Sedia senza fine”, appunto, in cui un’unica fascia di un bianco lucido lascia perdersi alla ricerca di un inizio, di una fine. Ma cos’è Endless Chair? E’ un tributo ad Hesher per la sua ossessione per l’illusione e la continuità. La manipolazione di un oggetto classico per esprimere un’ossessione estetica che ha radici lontanissime nel tempo. Creare asimmetria laddove l’immagine evoca da sempre simmetria. L’opportunità di donare un fascino scultoreo ad un oggetto d’uso comune dal forte senso funzionale. Attraverso Endless Chair infatti gli MT4 Architects non solo presentano “la sedia” in una forma non convenzionale, ma soprattutto pongono a se stessi e a tutti noi una domanda (che loro definiscono la “endless question”) su uno degli archetipi progettuali: cos’è una sedia?

Provando a dare risposte a questa domanda, probabilmente riusciremo a rispondere al quesito che assilla appassionati e non del design: “perché la sedia?”. continua…

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22

gen

2010

Roca Landscape: metamorfosi di una vasca

Scritto da Cammy 
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Nonostante la moda del “multifunzionale” sia ormai oltrepassata, si continua oggi a progettare cercando di far assolvere ad un unico oggetto più e più funzioni, quasi come se il designer fosse guidato da una specie di smania del “risparmio” progettuale. Si è spesso incorsi così nell’errore del superfluo, del gadget-like. Il progetto di oggi appartiene alla famiglia dei multifunzione, ma ne nobilita gli intenti. Nella corsa frenetica alla riduzione degli spazi, il giovane designer Yaroslav Rassadin ha pensato di minimizzare quelli dell’ambiente bagno. Anzi direi che l’elemento stesso diventa ambiente: l’arredo bagno può essere infatti inserito in altre camere, come quella da letto ad esempio, creando un unico elemento che funga, all’occorrenza, da lavabo, vasca (classica e con seduta) e piatto doccia. A prima vista credevo che il risultato fosse dovuto all’utilizzo di smart materials, come i polimeri a memoria di forma. Rassadin ha invece ipotizzato che un sistema con alla base una pompa meccanica determinasse le varie morfologie dello strato di silicone pesante. Roca Landscape, presentato al concorso Jump the gap indetto da Roca, ancora in fase di prototipo, ha ottenuto numerosi consensi. Non ci resta che aspettare che venga realizzato allora.. a voi entusiasma l’idea? continua…

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26

nov

2009

NONO’, niente di tutto ciò!

Scritto da Cammy 
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nono5Non è una sedia. Non è uno sgabello. Non serve per sedersi né per stare in piedi. Non ha quattro gambe.. insomma non è di certo riconducibile alla classica idea di seduta che tutti noi abbiamo in mente. NONO’, niente di tutto ciò. Proviamo ora a dire invece cos’è NONO’.

NONO’ è una seduta ischiatica a 3 gambe, un punto d’appoggio per il corpo a 70 cm da terra. E’ leggera, impilabile, dinamica, versatile. Una sorta di sellino da bici con le gambe, frutto di un attento studio sui nuovi modi del sedersi contemporaneo, in cui tempo e spazio a disposizione, abitudine e personalizzazione determinano nuovi modelli comportamentali. E’ il progetto che il giovane designer 22enne Stefano Soave ha presentato per la tesi, oggi ancora in fase di prototipo, ma assolutamente già pronto per andare in produzione. Il prototipo infatti è stato costruito in legno (ed è davvero interessantissimo vedere sul sito le immagini della realizzazione) ma il progetto è stato pensato in PP, utilizzando la tecnologia dello stampaggio a iniezione assistito a gas.

Ispirata a  Sella di Achille e Piergiacomo Castiglioni e Sedia per visite brevi di Bruno Munari, NONO’ riesce ad essere, in un panorama progettuale apparentemente saturo come quello della SEDIA, una sferzata di ironica, zoomorfa, primordiale, aliena originalità. continua…

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24

nov

2009

Può un progetto sostenibile diventare insostenibile?

Scritto da Cammy 
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watering-can-4Sono passati quattro anni da quando il giovane designer svizzero Nicholas le Moigne presentava al concorso indetto da designboom RE-think + RE-cycle, un progetto divenuto poi simbolo del design sostenibile. Watering Can si era aggiudicato infatti il primo premio grazie alla semplicità, immediatezza e indubbia efficacia, spianando la strada ad una serie di spunti progettuali eco-oriented che ancora oggi pullulano nel panorama del design contemporaneo. Non a caso tra i progetti recensiti in questi giorni da noti blog nazionali e internazionali spunta quello lanciato ultimamente dall’industrial design lab GR. continua…

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6

nov

2009

Wash One: dal flacone alla pillola

Scritto da Cammy 
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wash oneRicordo che la mia maestra delle elementari diceva sempre: <<Verrà il giorno in cui tutto sarà ridotto in pillole!>>. Son passati circa vent’anni e quel giorno non sembra più così lontano. A testimoniarlo è il progetto di Se Jun Lee, giovane designer che ha pensato di “rimpicciolire” le decine di flaconi e contenitori di saponi e detergenti in un unico e pratico blister. Con Wash One, infatti, è possibile portare con sé, in pillole monodose, tutti i prodotti di cui abbiamo bisogno per la cura e la pulizia del nostro corpo. Un blister contiene cinque tipologie di prodotto in doppia dose, distinte per colore e per destinazione d’uso segnata sulla confezione: shampoo (hair), sapone per il viso (face), dentifricio (tooth), bagnoschiuma (body I) e detergente intimo (body II). Davvero comodo sia per le situazioni di necessità giornaliera “outdoor” sia per i viaggi. Non saremo più costretti infatti né a beautycase stracolmi e ingombranti, né a spiacevoli sorprese di flaconi rotti e liquidi ovunque che invadono vestiti e accessori in valigia , né a tirar fuori e gettare intere confezioni al momento del check in. continua…

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18

ott

2009

Color Picker Pen: RGB dalla natura alla carta

Scritto da Cammy 
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color_picker_pen01Immaginate di stare sdraiati su un prato di primavera, immersi in una distesa di fiori variopinti, e poi scorgere tra l’erba una farfalla, la più bella che abbiate mai visto. Cosa dareste per catturare quella visione caleidoscopica di colori e farla vostra.. proprio come in un programma di fotoritocco!?

La giovane designer coreana Jinsu Park ha ideato il concept di una penna che trasforma il tool “eyedropper” di Photoshop in realtà. Color Picker Pen, come fosse un piccolo scanner, permette di recepire i colori presenti nell’ambiente e trasferirli immediatamente su carta. Un sensore, infatti, rileva il codice RGB relativo all’oggetto interessato e lo visualizza sul un piccolo display. In seguito un set di tre cartucce (RGB appunto) viene mescolato per ottenere il colore selezionato. Sarà così possibile disegnare e colorare in maniera “estemporanea” l’oggetto selezionato oppure memorizzare il codice scannerizzato. Un sorta di penna magica, un po’ come quelle che avevamo da piccini, ma dalle infinite combinazioni di colori che possiamo scegliere ogni volta che vogliamo e possiamo finalmente “copiare” dalla natura! continua…

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11

ott

2009

Intervista ad Emiliano Brinci: DesignTrasparente

Scritto da Cammy 
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design trasparente turbinaDesignTrasparente è una giovane realtà progettuale nata da una “ben assortita” collaborazione tra Emiliano Brinci, industrial designer con la passione per l’exhibition e la grafica 3d, e Francesca Soluzioni, esperta in tecnologie produttive e alla continua ricerca d’innovazioni tecniche e funzionali. L’ atelier è specializzato nella lavorazione delle materie plastiche, tutti i loro oggetti sono Made in Italy e realizzati con metodologie artigianali.

Parleremo oggi con Emiliano Brinci, per scoprire qual è stata e quale sarà la sua strada per il Design.

- Ecco la domanda di rito: chi è secondo te “un giovane designer”? Ti definisci tale?

Allora cominciamo con il dire che un designer, specialmente se giovane, è una persona che crede nelle proprie capacità, che ha una mente curiosa e la voglia di mettersi al servizio della comunità, progettando in modo intelligente ed utile per dar vita ad una società ed un mondo migliore. Questo, a mio avviso, dovrebbe perseguire ogni designer, giovane o meno giovane che sia. Questa però è la parte teorica e “romantica” della definizione , adesso ti “servo” la parte meno romantica dell’essere oggi un giovane designer. continua…

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