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23

mar

2009

PizzaKobra e Alizz T. Cooper: sorgenti serpenti

Scritto da Cammy 
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alizzQualche giorno fa ero a Parigi in visita alla fantastica mostra di Ron Arad. Tra gli innumerevoli e straordinari progetti si ergeva la famosa lampada Pizzakobra, la lampada in tubolare metallico snodabile ispirata appunto al cobra. Di ritorno da Parigi, durante il viaggio in aereo, mentre sfogliavo Madame (rivista gratuita di Air France) ecco che mi salta agli occhi una lampada. Sembrava di nuovo lei, PizzaKobra, ma guardando più attentamente sulla pelle di questo “serpentello” compariva uno zig-zag giallo e la “testa” era molto più delineata. Non era PizzaKobra: la didascalia mi diceva che si trattava di Alizz T. Cooper, progetto di lampada che Ingo Maurer ha presentato lo scorso anno al Light+Building di Francoforte. Insomma, due progetti che sembrano quasi separati alla nascita, dalla somiglianza impressionante. E voi.. quale delle due preferite? continua…

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31

gen

2009

Il fantastico mondo di Fred & Friends

Scritto da Cammy 
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toothpickupVi è mai capitato di vedere così per caso, in modalità e occasioni diverse, numerosi progetti che vi colpiscono, e scoprire poi, dopo un sacco di tempo, che vengono tutti prodotti dalla stessa azienda?
A me è capitato qualche giorno fa con i prodotti di Fred & Friends. E chi immaginava che il fantastico Airforkone, icona per tutti i bambini, l’esilarante Help, il divertentissimo Showermic, e ancora, Ginandtitonic, Here, Onemanshy e Onemantry, ma soprattutto l’utilissimo e sfiziosissimo camioncino porta stuzzicadenti Tootpickup, fossero tutti “fratelli”!!
Ebbene si, Fred & Friend “pullula” di originalissimi prodotti dai colori, forme, usi e significati davvero unici. Sovradimensionamenti e miniaturizzazioni, decontestualizzazioni, contraddizioni materiche, paradossi estetico-funzionali sono alla base della filosofia progettuale di questa eccentrica azienda, che si avvale della supervisione di Fred Roses (the big Enchilada) e della collaborazione di poliedriche figure professionali. Ma non voglio dirvi altro. Vi invito piuttosto a fare un tuffo nel mare di progetti Fred & Friends sul sito ufficiale. Numerose novità vi aspettano. Buona visione a tutti! continua…

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2

dic

2008

Move it: il design (in)segue l’innovazione

Scritto da Cammy 
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move itIl confine tra oggetto artigianale e industriale, tra unico e seriale, si assottiglia sempre di più nel design contemporaneo. A maggior ragione ciò accade quando entra in gioco il prototipo, che nasce come “prova” fino a diventare esso stesso progetto e oggetto. In questo eterogeneo scenario lavora Move it Design, una giovane realtà che si è affacciata da poco nella produzione di oggetti design oriented di alta qualità e in tirature limitate nel settore dell’arredo. Move it Design, frutto dell’estro e della complicità dei giovani designer Claudio Formicola e Diego Dalla Spina, è un officina creativa dove tutti i prodotti prendono forma prima in una fase di studio prototipale che poi darà vita ad una produzione in serie semi-industriale o semi-artigianale. Tutti i prodotti sono realizzati con i migliori materiali a disposizione, assemblati manualmente uno ad uno in Italia (precisamente in Campania) e poi numerati e firmati dall’autore stesso.
Protagonisti, insieme ai loro progetti, hanno dato voce al design emergente campano in occasione del Macef Med, tenutosi dal 22 al 24 Novembre a Napoli. Tema dell’evento l’innovazione, in un acceso dibattito sul significato attuale e futuro di questo termine fin troppo abusato.
In mostra, firmati Move it Design, una serie di oggetti per la casa, che di domestico sembrano aver poco ma che invece prefigurano nuovi “apparati scenici” per il vivere contemporaneo. L’oggetto di uso comune si veste di un’eleganza e un’eccentricità inaspettate per brillare di luce propria e luce riflessa.
Fiore all’occhiello (e non solo metaforicamente) è il progetto Vaso/lampada Iris di Claudio Formicola. Un fiore che senza il suo vaso non può vivere.. e un vaso che senza il suo fiore sembra non aver senso; un’insolita coppia in cui i due attori sono l’uno indispensabile all’altro. continua…

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23

nov

2008

Progettare lampade: vincoli, modelli e icone

Scritto da Cammy 
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icon lampA volte mi domando cos’è che porta un oggetto a diventare icona di se stesso e della propria categoria. Anche a noi progettisti, chiamati proprio a dare nuove forme e contenuti agli oggetti, capita spesso di non riuscire a distaccarci dai modelli acquisiti dall’esperienza o per cosi dire “innati”, tant’è che pensare ad una sedia vuol dire quattro gambe con un sedile e uno schienale in legno, un’auto vuol dire una carrozzeria su quattro ruote e una lampada richiama immediatamente l’abat-jour da comodino. Converrete con me dunque, che in un siffatto scenario le probabilità di dejavù siano più che numerose.
Oggi vi propongo una serie di casi riguardanti proprio progetti di lampade di cui parlavamo prima. Designer che si mettono a lavoro progettando lampade che ne richiamano l’icona, e che sembrano avere strane “parentele”. C’è chi decide di giocare di pieni e di vuoti, come Diego Bassetti con la lampada da tavolo Whichone la cui parte mancante sembra essere stata “recuperata” da Maria Hamprecht in Solar Lamp, oppure dare forma attraverso i “tagli”, come Malena per Murano, 2d lamp del giovane designer Jeth Koh, e il concept di Benjamin Riot e Valentin Sollier dal nome Icon appunto. E ancora, illusioni tridimensionali con Lucy Handle Light di StauffacherBenz Studio sulla stessa linea della celeberrima TAKE per Kartell , oppure elogio del bidimensionale con Tall e Tiny di Alice Rosignoli, spunto indubbio per Sticker Lamp, presentato al SEOUL DESIGN OLYMPIAD 2008. Da 2d a 3d con un gesto, invece, la Honeycomb_Lamp di Kouichi Okamoto, che ricorda tanto le decorazioni da cocktail.
Infine può essere la luce stessa a dare forma alla lampada, che si presenta come insolita abat-jour proiettata a muro con Solar Vertical Lamp di Yoon-Hui Kim & Eun-Kyung Kim, oppure proiettata sulle facce di un parallelepipedo nel caso di Allume-moi ! dei giovani designer Amélie Lachance, Alexandrine Lemaire, Christine Mongeau e Jackie Richardson. Di seguito sono riportate tutte le immagini.. buona visione! continua…

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7

ott

2008

Poket Light: la lampadina diventa card luminosa

Scritto da Cammy 
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pocket_light2Pronti a riempire il portafogli con un’altra special card? Questa volta non si tratta né di fidelity card, né di “ricari-card” né tantomeno di carte di credito, ma di una card luminosa. Dopo la Pandora Card, la “piantina-card” e tanti altri tentativi di rendere poket gli oggetti di design, anche i giovani designer Hyun Jin Yoon & Eun Hak Lee hanno deciso di progettare una card utile. Si chiama Poket Light ed è appunto una sfoglia dalla quale è possibile estrarre la sagoma di una lampadina che, una volta sollevata, fa scattare un micro-meccanismo cosi da emettere luce. Nulla si sa riguardo la durata e il quantitativo di luce emessa, anche se dall’immagine sembra un pò fioca. Sempre utile avere comunque una lucetta a portata di tasca.. magari in sostituzione di un telefonino scarico oppure per creare un pò d’atmosfera! Sempre apprezzabile il tentativo di alleggerire e dematerializzare gli oggetti d’uso. continua…

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5

ott

2008

Urban Gnomes: addio sette nani…

Scritto da Cammy 
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vitamin-urban-gnomesTutti noi sappiamo quanto siano antiestetici, anzi davvero inguardabili, l’esempio dell’ anti-design, i cosiddetti nani da giardino. Eppure molti di noi si ostinano ad averli sotto casa, vuoi per usanza vuoi per buon augurio, senza pensarci un secondo a separarsene. Il gruppo Vitamin ha deciso di cimentarsi in questa ardua impresa riprogettando il nano da giardino, conferendogli un tocco di freschezza e di extra-ordinario. I nani del nuovo millennio, dunque, non si chiamano più Mammolo, Cucciolo, Pisolo ecc., ma Urban Gnomes, ossia esserucci bianchi in ceramica , la cui personalità è data da un tocco grafico nero, ogni volta diverso. Spaziano dal pop, al rock, al romantico, sono dodici, ed ognuno ha il proprio nome; insomma ce ne è davvero per tutti i gusti. In più sono adatti sia da esterni che interni ed esiste la versione “luminosa”, in modo che possano fare anche da lampada.

Credo sia proprio venuta l’ora di dire addio ai vostri sette nani in giardino e rimpiazzarli con i mitici Urban Gnomes! continua…

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29

set

2008

Rafael Morgan e le sue “gocce di luce”

Scritto da Cammy 
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light dropUno dei miei primi post, e anche uno dei più votati, riguardava il singolare progetto di lighting design di Pieke Bergmans. Mi riferisco proprio a Light Blubs, la serie di lampade progettate dalla giovane designer, che sembrano “sgocciolare” di luce. Ebbene stamattina ho trovato un progetto davvero affine a Light Blubs. Si chiama The Light Drop, ed è stato ideato dal giovane designer Rafael Morgan. Si tratta di una serie di lampade in cui il concetto di fluidità è ancora più accentuato: cadono da fontane gocce di luce a diverse altezze.. quasi come se le fontane fossero state aperte in momenti diversi. Il messaggio che il designer vuole comunicare attraverso l’associazione dell’acqua e dell’energia, è appunto l‘importanza dell’acqua come risorsa energetica. Non a caso il rubinetto stesso funge da interruttore della lampada: più si apre il rubinetto, più luce viene emessa; tentativo questo di concettualizzare la responsabilità del consumo di energia.. qualunque essa sia.

Vincitore del terzo premio del Bright LED international design competition indetto da design boom, Light Drop sarà prodotto da Dark in collaborazione con Studio Mango.

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11

lug

2008

Plug: gli opposti si attraggono

Scritto da Cammy 
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plug-by-tomas-kralUn abbinamento alquanto insolito. Due materiali dalla natura e dalle caratteristiche decisamente contrastanti: uno rigido, compatto, fragile, l’altro poroso, impenetrabile. Eppure un feeling nuovo, interessante, che funziona. Sughero e vetro si incontrano nei progetti Plug del giovane designer Tomas Kral. La collezione include lampade, barattoli, portafrutta e tavolini, tutti realizzati in vetro soffiato a mano e sughero pressato con la tecnica CNC.

In realtà, a pensarci bene, la coppia vetro-sughero è una delle più antiche, che abbiamo sempre sott’occhio, ma alla quale non prestiamo mai la dovuta attenzione. Il classico tappo in sughero sulle bottiglie di vino si veste di un fascino nuovo e va ad inserirsi anche in ambiti inediti: dal lighting al furniture design. In ogni caso la funzione degli oggetti resta semplice ed immediata: lo scopo principale di Tomas Kral, infatti, è quello di puntare l’attenzione sulla suggestione che deriva dalla connessione tra vetro e sughero. Oggetti semplici dunque, ma molto eleganti e raffinati, sia nella versione in vetro bianco-opaco sia in quella “dark”. continua…

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30

mag

2008

L’attesa diventa piacevole con Leaning-molds

Scritto da Cammy 
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leaning-moldsA quanti di noi è capitato di dover aspettare ore ed ore mezzi pubblici o persone ritardatarie, senza la possibilità di sedersi o neanche appoggiarsi? Maruja Fuentes, designer portoricana, ha cercato di risolvere proprio questo problema. Ha creato infatti Leaning-molds, un sistema di sedute/appoggio a muro per gli spazi pubblici formato da due moduli di base in ABS riciclato, che si possono facilmente comporre come un puzzle dando vita a diverse configurazioni, trasformando lo spazio. Pur non avendo una struttura interna, i moduli sono molto resistenti, riescono infatti a sostenere fino a 450 libbre ( circa 200 kg!): la Fuentes stessa dichiara che il suo più obiettivo è quello di rendere il design quanto più essenziale ed efficiente possibile. Pensato per gli scenari urbani portoricani, ora la sua grande curiosità e sfida è quella di vedere come si adatterà alle altre città del mondo.

Apparentemente Leaning-molds può sembrare solo un ennesimo tentativo decorativo dei luoghi pubblici; invece il design della Fuentes credo sia una soluzione intelligente per guardare il modo di sedersi in città con occhi diversi. continua…

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28

mag

2008

Forme ofidiche per Victor Aleman e BenQ-Siemens

Scritto da Cammy 
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loopita2Il protagonista di oggi è il serpente.. non preoccupatevi non siete sul sito di Quark! I progetti che vi mostrerò riguarderanno la reinterpretazione delle forme ofidiche, trasformate in oggetti di design. Il primo caso riguarda una particolare seduta che si sviluppa nello spazio formando una sorta di spirale. Ipotizzata dal giovane designer Victor Aleman, Loopita è costituita da una serie di lamelle in legno di quercia, imbottite all’interno da cuscinetti in schiuma ad alta densità per garantire il massimo comfort.

E’ curioso vedere come, quasi contemporaneamente, anche la BenQ-Siemens sia rimasta affascinata dalla forma che benq-siemens-conceptassume un serpente attorcigliato ad un ramo, e l’abbia interpretata quasi nello stesso ed identico modo. Ha elaborato infatti un concept avvenieristico di cellulare, non ancora in produzione, che ricorda molto, anche se in “scala” diversa, la seduta di Aleman: un “serpentello hi-tech”, che si può facilmente arrotolare attorno al bracciolo della nostra poltrona.. in modo da averlo sempre sott’occhio.

Che sia un caso o meno, questo non si sa.. senza dubbio non li si può biasimare: il mondo degli animali è cosi interessante! continua…

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