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8

mar

2010

DixEAN: redesign del codice a barre

Scritto da Cammy 
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Durante uno degli esami universitari, io e le mie colleghe riflettevamo su come, nonostante l’evoluzione macroscopica delle forme di linguaggio del comunicare contemporaneo, il “look” del noto codice a barre fosse rimasto inalterato, sempre asettico, rigido e composto, su sfondi di grafiche invece sgargianti, accattivanti, cangianti. Eppure codice non vuol dire necessariamente messaggio criptico e ci stupivamo di come nessuno mai avesse pensato di rivoluzionare questo “stemma secolare”. Cercando un po’ in rete ci siamo accorte che qualche timido tentativo in realtà c’era stato, ad opera di alcune “open minds” giapponesi, ma purtroppo tutti approcci fini a sé stessi. In realtà avevamo visto giusto ed oggi è possibile rendere concreta questa opportunità grazie all’iniziativa che vede in collaborazione Leonardo tv e Dixan Piatti. Si tratta di un concorso indirizzato a tutti gli esperti e appassionati di design che vogliono cimentarsi ad interpretare in maniera originale i codici a barre, in particolare quelli detti codici EAN. Il progetto si chiama infatti DixEAN e si propone di rendere il codice a barre non solo un contenitore di informazioni ma anche uno strumento di comunicazione diretta del prodotto. E’ possibile concorrere sviluppando tre temi: Donna per la linea Sensitive (EAN 8015100758104) e per la linea Mani & Unghie (8015100756100); Natura e Sostenibilità per la linea Frutta e Fiori Melograno e Fiori di Limone, Mela verde e fiori di Pesco, Limone e Fiori di Arancio (EAN 8015100741106); I profumi della natura per la linea Pure Natural Fiori di ciliegio e Orchidea Nera (EAN 8015100757107). Da oggi, dunque, fino al 31maggio possiamo dare il meglio di noi in un progetto davvero stimolante, inviando uno o più lavori all’indirizzo dixean@leonardo.tv, con oggetto il tema del proprio elaborato. Per maggiori informazioni date uno sguardo al sito di Leonardo tv. E allora…cosa aspettiamo?

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7

mar

2010

Il bello scultoreo in una scarpa

Scritto da Cammy 
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A prima vista sembrano modellini d’architettura, oggetti di studio meticoloso e raffinato alla ricerca dell’edificio perfetto. Ma serve ridurre la scala d’osservazione per capire che quelli di Tea Petrovic sono prototipi di scarpe. Non a caso l’ispirazione nasce dai lavori dello scultore russo Naum Gabo e dalle opere d’architettura dello spagnolo Santiago Calatrava. Ispirazione che ha dato vita alla collezione presentata da Tea come lavoro di tesi presso l’ Academy of Fine Arts a Sarajevo. La collezione si compone di dieci elementi, tutti realizzati a mano, inseriti in tre macrogruppi tematici a seconda degli approcci progettuali che Tea ha voluto sperimentare. Il primo gruppo, Linear constructions, trae ispirazione dalle opere di Gabo e rappresenta l’idea di leggerezza, trasparenza e al tempo stesso complessità. Il secondo gruppo, Architectural shoe, fa riferimento alle architetture di Calatrava con un accento sul dettaglio: il tacco alto è una figura scultorea che domina e determina la forma della scarpa. Infine il terzo gruppo, Wings/variations, si sviluppa intorno a forme naturali ed organiche ottenute attraverso monoscocche. continua…

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22

gen

2010

Roca Landscape: metamorfosi di una vasca

Scritto da Cammy 
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Nonostante la moda del “multifunzionale” sia ormai oltrepassata, si continua oggi a progettare cercando di far assolvere ad un unico oggetto più e più funzioni, quasi come se il designer fosse guidato da una specie di smania del “risparmio” progettuale. Si è spesso incorsi così nell’errore del superfluo, del gadget-like. Il progetto di oggi appartiene alla famiglia dei multifunzione, ma ne nobilita gli intenti. Nella corsa frenetica alla riduzione degli spazi, il giovane designer Yaroslav Rassadin ha pensato di minimizzare quelli dell’ambiente bagno. Anzi direi che l’elemento stesso diventa ambiente: l’arredo bagno può essere infatti inserito in altre camere, come quella da letto ad esempio, creando un unico elemento che funga, all’occorrenza, da lavabo, vasca (classica e con seduta) e piatto doccia. A prima vista credevo che il risultato fosse dovuto all’utilizzo di smart materials, come i polimeri a memoria di forma. Rassadin ha invece ipotizzato che un sistema con alla base una pompa meccanica determinasse le varie morfologie dello strato di silicone pesante. Roca Landscape, presentato al concorso Jump the gap indetto da Roca, ancora in fase di prototipo, ha ottenuto numerosi consensi. Non ci resta che aspettare che venga realizzato allora.. a voi entusiasma l’idea? continua…

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10

gen

2010

Bozii e Moo: il mondo del design in un fumetto

Scritto da Cammy 
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bozii-livingroome-n9-minIniziamo il nuovo anno con un augurio speciale a tutti voi e con un post assolutamente eccezionale. Proprio in occasione di queste feste mi è capitata sott’occhio su facebook una insolita “cartolina d’auguri” che non poteva di certo passare inosservata. Un esseruccio strambo dal nome Bozii, si trova un giorno ad essere scambiato da Dio per Mosè e si trova d’un colpo a stilare i dieci comandamenti del design! Ma questa è solo una delle avventure che Bozii, studente tipo della facoltà di design, si trova a vivere mentre cerca di diventare l’ennesima design-star contemporanea. A fargli da guida Moo, una straordinaria coccinellina, architetto-designer veterano ormai in pensione, pronto a lasciare spazio ai più giovani e a seguirli e consigliarli con perle di saggezza frutto dell’esperienza nel campo.

Bozii e Moo sono entrambi “alter ego” del giovane designer Jacopo Zibardi, ideatore e creatore dei disegni e dei testi del fumetto Bozii Design. Jacopo, come molti di noi, si pone innumerevoli domande sul mondo del design, così mutevole, concreto e impalpabile allo stesso tempo da creare incertezze e perplessità anche a chi ne è immerso. Qualche risposta riesce a darsela (e a darcela) attraverso due personaggini minuscoli che pongono, sul design, una lente d’ingrandimento dal filtro ironicamente realistico e sfrontato.

Ospiti fissi su Livingroome, di recente Jacopo,  Bozii e Moo,  sono stati anche a Design Book, su Leonardo tv, in un’intervista di Giorgio Tartaro.

Una vignetta tira l’altra.. io le ho lette tutte d’un fiato e ho anche decretato la mia preferita… Qual è la vostra? continua…

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26

nov

2009

NONO’, niente di tutto ciò!

Scritto da Cammy 
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nono5Non è una sedia. Non è uno sgabello. Non serve per sedersi né per stare in piedi. Non ha quattro gambe.. insomma non è di certo riconducibile alla classica idea di seduta che tutti noi abbiamo in mente. NONO’, niente di tutto ciò. Proviamo ora a dire invece cos’è NONO’.

NONO’ è una seduta ischiatica a 3 gambe, un punto d’appoggio per il corpo a 70 cm da terra. E’ leggera, impilabile, dinamica, versatile. Una sorta di sellino da bici con le gambe, frutto di un attento studio sui nuovi modi del sedersi contemporaneo, in cui tempo e spazio a disposizione, abitudine e personalizzazione determinano nuovi modelli comportamentali. E’ il progetto che il giovane designer 22enne Stefano Soave ha presentato per la tesi, oggi ancora in fase di prototipo, ma assolutamente già pronto per andare in produzione. Il prototipo infatti è stato costruito in legno (ed è davvero interessantissimo vedere sul sito le immagini della realizzazione) ma il progetto è stato pensato in PP, utilizzando la tecnologia dello stampaggio a iniezione assistito a gas.

Ispirata a  Sella di Achille e Piergiacomo Castiglioni e Sedia per visite brevi di Bruno Munari, NONO’ riesce ad essere, in un panorama progettuale apparentemente saturo come quello della SEDIA, una sferzata di ironica, zoomorfa, primordiale, aliena originalità. continua…

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24

nov

2009

Può un progetto sostenibile diventare insostenibile?

Scritto da Cammy 
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watering-can-4Sono passati quattro anni da quando il giovane designer svizzero Nicholas le Moigne presentava al concorso indetto da designboom RE-think + RE-cycle, un progetto divenuto poi simbolo del design sostenibile. Watering Can si era aggiudicato infatti il primo premio grazie alla semplicità, immediatezza e indubbia efficacia, spianando la strada ad una serie di spunti progettuali eco-oriented che ancora oggi pullulano nel panorama del design contemporaneo. Non a caso tra i progetti recensiti in questi giorni da noti blog nazionali e internazionali spunta quello lanciato ultimamente dall’industrial design lab GR. continua…

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6

nov

2009

Wash One: dal flacone alla pillola

Scritto da Cammy 
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wash oneRicordo che la mia maestra delle elementari diceva sempre: <<Verrà il giorno in cui tutto sarà ridotto in pillole!>>. Son passati circa vent’anni e quel giorno non sembra più così lontano. A testimoniarlo è il progetto di Se Jun Lee, giovane designer che ha pensato di “rimpicciolire” le decine di flaconi e contenitori di saponi e detergenti in un unico e pratico blister. Con Wash One, infatti, è possibile portare con sé, in pillole monodose, tutti i prodotti di cui abbiamo bisogno per la cura e la pulizia del nostro corpo. Un blister contiene cinque tipologie di prodotto in doppia dose, distinte per colore e per destinazione d’uso segnata sulla confezione: shampoo (hair), sapone per il viso (face), dentifricio (tooth), bagnoschiuma (body I) e detergente intimo (body II). Davvero comodo sia per le situazioni di necessità giornaliera “outdoor” sia per i viaggi. Non saremo più costretti infatti né a beautycase stracolmi e ingombranti, né a spiacevoli sorprese di flaconi rotti e liquidi ovunque che invadono vestiti e accessori in valigia , né a tirar fuori e gettare intere confezioni al momento del check in. continua…

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18

ott

2009

Color Picker Pen: RGB dalla natura alla carta

Scritto da Cammy 
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color_picker_pen01Immaginate di stare sdraiati su un prato di primavera, immersi in una distesa di fiori variopinti, e poi scorgere tra l’erba una farfalla, la più bella che abbiate mai visto. Cosa dareste per catturare quella visione caleidoscopica di colori e farla vostra.. proprio come in un programma di fotoritocco!?

La giovane designer coreana Jinsu Park ha ideato il concept di una penna che trasforma il tool “eyedropper” di Photoshop in realtà. Color Picker Pen, come fosse un piccolo scanner, permette di recepire i colori presenti nell’ambiente e trasferirli immediatamente su carta. Un sensore, infatti, rileva il codice RGB relativo all’oggetto interessato e lo visualizza sul un piccolo display. In seguito un set di tre cartucce (RGB appunto) viene mescolato per ottenere il colore selezionato. Sarà così possibile disegnare e colorare in maniera “estemporanea” l’oggetto selezionato oppure memorizzare il codice scannerizzato. Un sorta di penna magica, un po’ come quelle che avevamo da piccini, ma dalle infinite combinazioni di colori che possiamo scegliere ogni volta che vogliamo e possiamo finalmente “copiare” dalla natura! continua…

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11

ott

2009

Intervista ad Emiliano Brinci: DesignTrasparente

Scritto da Cammy 
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design trasparente turbinaDesignTrasparente è una giovane realtà progettuale nata da una “ben assortita” collaborazione tra Emiliano Brinci, industrial designer con la passione per l’exhibition e la grafica 3d, e Francesca Soluzioni, esperta in tecnologie produttive e alla continua ricerca d’innovazioni tecniche e funzionali. L’ atelier è specializzato nella lavorazione delle materie plastiche, tutti i loro oggetti sono Made in Italy e realizzati con metodologie artigianali.

Parleremo oggi con Emiliano Brinci, per scoprire qual è stata e quale sarà la sua strada per il Design.

- Ecco la domanda di rito: chi è secondo te “un giovane designer”? Ti definisci tale?

Allora cominciamo con il dire che un designer, specialmente se giovane, è una persona che crede nelle proprie capacità, che ha una mente curiosa e la voglia di mettersi al servizio della comunità, progettando in modo intelligente ed utile per dar vita ad una società ed un mondo migliore. Questo, a mio avviso, dovrebbe perseguire ogni designer, giovane o meno giovane che sia. Questa però è la parte teorica e “romantica” della definizione , adesso ti “servo” la parte meno romantica dell’essere oggi un giovane designer. continua…

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23

lug

2009

AMY-Digital Sommelier: degustazione interattiva

Scritto da Cammy 
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amyDa sempre degustare il vino è sinonimo di esperienza sensoriale. Spesso però quest’esperienza è riconducibile solo a “pochi”, tant’è che la degustazione del vino si associa perlopiù all’immagine del sommelier e alla sua esaltazione del rituale, come fosse immerso in un mondo incantato e surreale, talvolta incomprensibile.
Arianna De Luca e Paola Coletta, due studentesse dell’ISIA di Roma, hanno fatto sì che quest’esperienza potesse essere diffusa, condivisa, vissuta dal fruitore in prima persona. Hanno ipotizzato infatti un sistema interattivo che coniuga tecnologia e tradizione a favore della gestualità e della sensorialità che accompagnano la degustazione del vino.
AMY – Digital Sommelier è un tavolo interattivo al centro del quale sono raccolte 12 ampolle contenenti gli aromi essenziali del vino. L’esperienza interattiva inizia proprio con la scelta, da parte dell’utente, della fragranza preferita. Poggiata l’ampolla scelta sul tavolo, sullo screan compariranno una serie di parametri che l’utente potrà regolare e scegliere secondo i propri gusti e le proprie esigenze: potrà manipolare dunque le principali qualità del vino come l’alcolicità, l’invecchiamento, il colore, il vigneto di provenienza dando vita man mano ad una sorta di “preview” della bottiglia di vino preferita. continua

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