Da asettico, ospedaliero, impersonale, il bianco è diventato il colore del design. Quando abbiamo visto quell’esseruccio bianco e minuscolo, chiamato iPod, comparire d’improvviso, uno strano effetto l’ha fatto a tutti. Mai e poi mai avremmo immaginato che sarebbe diventato parte di noi, come se non fossimo mai nati senza. Da allora qualsiasi oggetto che avesse voluto presentare almeno un briciolo dello stesso “charme” non avrebbe potuto far a meno di essere bianco. Ed ecco che una pioggia lattea di oggetti dai più “colti” a quelli di massa, dall’hi-tech al fashion al food, in qualsiasi campo del design, ha riempito i nostri occhi di bianco, provocando una piacevole sensazione di assuefazione e benessere. Forse perchè bianco è assenza e presenza simultanea di tutti i colori, perché permette di arrivare all’anima dell’oggetto cogliendone, senza dissuasioni, l’intima essenza. Perché mette a nudo un corpo e non mente, in un gioco persuasivo di mistero e verità.
Lo sanno bene Giulio Iacchetti e gli altri otto illustri personaggi del design che nella collezione Il Coccio Design hanno reinventato l’umidificatore attraverso il tradizionale bianco esaltandone la forma. E Odoardo Fioravanti non poteva far altro che associare il bianco ad un candido legno nel suo Telescopio di Galileo per far immergere pienamente l’osservatore nella “milky way”.
Dunque, nonostante il total black pare stia per ritornare (perché i “corsi e ricorsi storici” esistono anche nel mondo del design… e l’iPad ne è l’esempio) il bianco continua ad avere il suo fascino. continua…

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