13

mar

2010

Dopo le Sleep Box arrivano le Bubbles

Scritto da Cammy 
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Dopo le Sleep Box, di cui abbiamo parlato qualche post fa, anche la Dream and Fly, compagnia spagnola, ha lanciato le sue Bubbles, cabine confortevoli pensate per la sosta prolungata in aeroporto o in stazione, per riposarsi nei tempi morti, d’attesa, tra uno scalo e l’altro, o semplicemente in previsione di possibili ritardi.

Cosi come le Sleep box, anche le Bubbles sono delle vere e proprie “box” progettate come piccole stanze d’albergo ricche di comfort: sono composte da una zona lavoro con accesso a internet, da un sistema audio-video, da almeno un letto, un piccolo bagno e dall’eventuale spazio per cambiare il neonato. Al momento della prenotazione delle Bubbles è possibile quindi sceglierne le dimensioni a seconda delle proprie esigenze: la Simple Bubble offre solo una zona per riposare o dormire, la Single Bubble è stata concepita per una persona sola, mentre la Family Bubble è rivolta alle famiglie.

Dalle immagini non è molto chiaro ma pare che le Bubbles, rispetto alle Sleep Box, si presentino come scatole semi-aperte, e che le aperture laterali si possano poi chiudere attraverso una sorta di “separè” che ne caratterizza anche la presenza estetica con colori e texture differenti.

Due progetti davvero molto simili..voi quale preferite? continua…

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26

feb

2010

Comprendere la natura per progettare il futuro

Scritto da Cammy 
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Un’illustrazione grafica, dal forte carattere bio-inspired, riceve una mensione d’onore dall’International Science and Engineering Visualization Challenge, il premio sponsorizzato dalla rivista Science e dalla National Science Foundation (NSF), giunto alla settima edizione. L’oggetto in questione rimanda alla necessità di osservare con occhio attento e critico la natura per progettare l’innovazione, il futuro: da qui anche il nome della rappresentazione stessa “back to the future“.

In particolare l’immagine rappresenta, su due livelli, lo spunto biomimetico e l’elaborazione progettuale dello stesso. In primo piano infatti, una colonia di diatomee, nello specifico la licmophora flagellata, viste attraverso l’ingrandimento reso possibile grazie al microscopio SEM (le diatomee sono organismi unicellulari considerati la più diffusa forma di vita sul pianeta. La cosa interessante è che questi minuscoli organismi a forma di ventaglio, visibili solo al microscopio, hanno la capacità di poter diventare interessanti imput nel campo della progettazione grazie alle loro innumerevoli capacità funzionali e formali).

Sullo sfondo, invece, il progetto nato dalla collaborazione tra il prof. Mario De Stefano del Dipartimento di Scienze Ambientali della Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute, la Prof.ssa Carla Langella del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia della Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli”, e la Dott.ssa Antonia Auletta. Il team si è concentrato sulla capacità e sulla modalità delle diatomee di raccogliere la luce solare ai fini della fotosintesi clorofilliana. Da qui l’imput per trasferire questi principi nel campo del design attraverso un prodotto di arredo urbano che ottimizzi il recupero di energia solare. continua…

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21

feb

2010

Microsoft e la digitalizzazione universale

Scritto da Cammy 
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Ricordate il post su Nokia Mixed Reality, in cui Nokia immagina la tecnologia del futuro e l’interazione con essa? Ecco, oggi presentiamo anche la vision che Microsoft ha per il 2019. Il progetto si chiama Microsoft  Sustainability e anche in questo caso si parla di “Augmented reality” (realtà aumentata), in cui l’intangibile si sovrappone alla realtà arricchendola e potenziandola. In questo caso però non c’è un kit preciso di strumenti che creano un sistema in rete ma ogni superficie, anche quella più impensabile, si trasforma in un supporto digitalizzato. Tutto diventa “toccabile”, “scorrevole”, “zoomabile”, “espandibile”, “trasformabile”… sostenibile. Non aggiungo altro, tutto il resto guardatelo in questo interessantissimo video!

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Link utili:

http://www.fubiz.net

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11

feb

2010

Il fascino del bianco

Scritto da Cammy 
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Da asettico, ospedaliero, impersonale, il bianco è diventato il colore del design. Quando abbiamo visto quell’esseruccio bianco e minuscolo, chiamato iPod, comparire d’improvviso, uno strano effetto l’ha fatto a tutti. Mai e poi mai avremmo immaginato che sarebbe diventato parte di noi, come se non fossimo mai nati senza. Da allora qualsiasi oggetto che avesse voluto presentare almeno un briciolo dello stesso “charme” non avrebbe potuto far a meno di essere bianco. Ed ecco che una pioggia lattea di oggetti dai più “colti” a quelli di massa, dall’hi-tech al fashion al food, in qualsiasi campo del design, ha riempito i nostri occhi di bianco, provocando una piacevole sensazione di assuefazione e benessere. Forse perchè bianco è assenza e presenza simultanea di tutti i colori, perché permette di arrivare all’anima dell’oggetto cogliendone, senza dissuasioni, l’intima essenza. Perché mette a nudo un corpo e non mente, in un gioco persuasivo di mistero e verità.

Lo sanno bene Giulio Iacchetti e gli altri otto illustri personaggi del design che nella collezione Il Coccio Design hanno reinventato l’umidificatore attraverso il tradizionale bianco esaltandone la forma. E Odoardo Fioravanti non poteva far altro che associare il bianco ad un candido legno nel suo Telescopio di Galileo per far immergere pienamente l’osservatore nella “milky way”.

Dunque, nonostante il total black pare stia per ritornare (perché i “corsi e ricorsi storici” esistono anche nel mondo del design… e l’iPad ne è l’esempio) il bianco continua ad avere il suo fascino. continua…

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17

nov

2009

Sleep Box: dormire tranquilli in aeroporto

Scritto da Cammy 
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sleepbox02Vi è mai capitato di dover stare ore ed ore (troppe anche per giri ripetuti di shopping selvaggio) in aeroporto in attesa dello scalo successivo? Oppure di prenotare un volo last-minute, magari in orari assurdi, e pensare “beh..al massimo dormo in aeroporto!”? Senza dubbio improvvisata, avventuriera ma nient’affatto comoda come soluzione. Lo studio russo Arch Group propone un’alternativa: scatole numerate in serie in cui trovare un po’ di privacy, riposarsi da viaggi spossanti, e perché no.. anche schiacciare un pisolino! Il progetto si chiama appunto Sleep Box, un microambiente (dimensioni 2mx1.4mx2.3m) dotato di piani d’appoggio a scomparsa, sistema di ventilazione e allarme acustico, televisore LCD incorporato, accesso a internet, prese elettriche e ampi spazi per riporre i bagagli. Il letto è costituito da una morbida e flessibile striscia di tessuto polimerico 2mx0,6m e da un sistema automatico che cambia di volta in volta la biancheria. All’esterno “il numero identificativo”, composto da led, si illumina di rosso se la Sleep Box è occupata mentre è verde se è libera. Il pagamento va dai 15 minuti fino ad intere ore. Una sorta di “cabine” hi-tech, dalla spiaggia all’aeroporto. continua…

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18

ott

2009

Color Picker Pen: RGB dalla natura alla carta

Scritto da Cammy 
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color_picker_pen01Immaginate di stare sdraiati su un prato di primavera, immersi in una distesa di fiori variopinti, e poi scorgere tra l’erba una farfalla, la più bella che abbiate mai visto. Cosa dareste per catturare quella visione caleidoscopica di colori e farla vostra.. proprio come in un programma di fotoritocco!?

La giovane designer coreana Jinsu Park ha ideato il concept di una penna che trasforma il tool “eyedropper” di Photoshop in realtà. Color Picker Pen, come fosse un piccolo scanner, permette di recepire i colori presenti nell’ambiente e trasferirli immediatamente su carta. Un sensore, infatti, rileva il codice RGB relativo all’oggetto interessato e lo visualizza sul un piccolo display. In seguito un set di tre cartucce (RGB appunto) viene mescolato per ottenere il colore selezionato. Sarà così possibile disegnare e colorare in maniera “estemporanea” l’oggetto selezionato oppure memorizzare il codice scannerizzato. Un sorta di penna magica, un po’ come quelle che avevamo da piccini, ma dalle infinite combinazioni di colori che possiamo scegliere ogni volta che vogliamo e possiamo finalmente “copiare” dalla natura! continua…

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16

set

2009

Nokia Mixed Reality: un futuro sempre più wireless

Scritto da Cammy 
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nokia-mixed-reality1Molti credono che il vero anno nuovo cominci a settembre. Dopo un lungo periodo di riposo fisico e mentale, in questo mese infatti il tasto passa da Off a On. Iniziano le scuole, si riprende a lavorare, si fanno bilanci e prospettive, si pensa intensamente e attivamente al futuro. Così come fa Nokia, che in questi giorni ci presenta gli esiti di un progetto esteso al quale lavora da un po’ (e nel quale possiamo riconoscere i primordi con il progetto Morph). In un video diffuso in rete su youtube infatti è possibile vedere come Nokia immagina la tecnologia del futuro e l’interazione con essa. L’obiettivo principale della nota azienda finlandese è quello di creare una rete di contenuti e servizi per l’utente che permetta di interagirne usufruendo al minimo di strumenti “materiali” trasformandoli in immateriali. Si tratta della cosiddetta “Augmented reality” (realtà aumentata), in cui dati intangibili si sovrappongono fino a confondersi con la realtà tangibile, arricchendola e potenziandola.
Nokia Mixed Reality è infatti un sistema senza schermi, né fili, né tastiere. E’ composto da tre elementi: un paio di occhiali che fanno da monitor e che permettono di tracciare il movimento degli occhi, quasi come fosse il cursore del mouse; una specie di braccialetto che, attraverso la tecnologia aptica, traccia il movimento delle mani e trasmette segnali sul corpo (ad esempio vibrazioni); e infine un auricolare 3D avanzato.
Grazie a questo mix di accessori si potrà avere una visione in tempo reale di informazioni, conversazioni, news, fondendo la tecnologia sia con il proprio corpo sia con l’ambiente fisico nel quale si è immersi. Che sia molto lontana questa visione del futuro Nokia? Io credo si tratti di un futuro  “prossimo”.. e voi? continua…

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23

lug

2009

AMY-Digital Sommelier: degustazione interattiva

Scritto da Cammy 
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amyDa sempre degustare il vino è sinonimo di esperienza sensoriale. Spesso però quest’esperienza è riconducibile solo a “pochi”, tant’è che la degustazione del vino si associa perlopiù all’immagine del sommelier e alla sua esaltazione del rituale, come fosse immerso in un mondo incantato e surreale, talvolta incomprensibile.
Arianna De Luca e Paola Coletta, due studentesse dell’ISIA di Roma, hanno fatto sì che quest’esperienza potesse essere diffusa, condivisa, vissuta dal fruitore in prima persona. Hanno ipotizzato infatti un sistema interattivo che coniuga tecnologia e tradizione a favore della gestualità e della sensorialità che accompagnano la degustazione del vino.
AMY – Digital Sommelier è un tavolo interattivo al centro del quale sono raccolte 12 ampolle contenenti gli aromi essenziali del vino. L’esperienza interattiva inizia proprio con la scelta, da parte dell’utente, della fragranza preferita. Poggiata l’ampolla scelta sul tavolo, sullo screan compariranno una serie di parametri che l’utente potrà regolare e scegliere secondo i propri gusti e le proprie esigenze: potrà manipolare dunque le principali qualità del vino come l’alcolicità, l’invecchiamento, il colore, il vigneto di provenienza dando vita man mano ad una sorta di “preview” della bottiglia di vino preferita. continua

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25

mag

2009

Le auto da corsa del futuro sono GreenGT

Scritto da Cammy 
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green-gtLa compagnia svizzera GreenGT ha appena “sfoderato” la sua arma vincente: il prototipo dell’auto elettrica che sfreccerà in occasione dell’evento 24 Hours of Le Mans del 2011. Il progetto si chiama infatti Le Mans Racer ed è frutto del lavoro di un team di studenti provenienti dal ISD du Valenciennois in Francia. Baptiste Viry ( designer, 5° anno) Thomas Clavet (designer, 5° anno), Julien Sarreméjean (designer, 3° anno), Romuald Lemoine (digital designer, 2° anno) e Mathieu Bouis (digital designer, 1° anno), hanno dato vita ad un’auto sportiva dalle altissime prestazioni e tecnologicamente avanzata. Tra le numerose caratteristiche Le Mans Racer vanta una carrozzeria in fibra di vetro, montata su uno chassis in fibra di carbonio omologato FIA 2008; può essere inoltre alimentata da energia solare attraverso pannelli fotovoltaici che ricaricano 2 batterie al litio da 30kWh ciascuna, possiede 2 motori elettrici ognuno da 100 kW raffreddati ad acqua, raggiunge la velocità massima di 275km/h compiendo 0-100km in meno di 4 secondi. Raggiante e aggressiva al punto giusto. E chissà che non ci ritroveremo una versione di questo gioiellino anche sulle nostre strade.. voci di corridoio non smentiscono.. continua…

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29

mar

2009

Una scatola magica per Electrolux

Scritto da Cammy 
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mini-kitchen-3Sarà perché io ho una vera e propria passione per le lunch box, ma appena ho visto questo progetto non ho potuto fare a meno di pubblicarlo. In realtà Personal Mini Kitchen, concept di Kai Yu per Electrolux, è qualcosa di più di una semplice lunch box. Cosi come lo stesso nome suggerisce, questa scatola, oltre a contenere cibi, racchiude molte altre funzioni, tra cui quella di cucinare all’istante il proprio pranzetto. Ebbene si, questa scatoletta magica include: una parte contenitiva che si divide in più sezioni (quella refrigerante per cibi, refrigerante per bevande e quella per conservare cibi precotti); una zona cottura, che consiste in una specie di tappetino elettrico in silicone che può essere  srotolato e  arrotolato sotto la scatola; uno schermo touchscreen collegato ad internet per consultare ricette, consigli e informazioni sui cibi; dulcis in fundo, una Black Box, che include un kit di utensili per preparare e servire le pietanze. Un progetto davvero straordinario.. ne uno voglio all’istante ! E voi.. che ne pensate? continua…

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