13

mar

2010

Dopo le Sleep Box arrivano le Bubbles

Scritto da Cammy 
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Dopo le Sleep Box, di cui abbiamo parlato qualche post fa, anche la Dream and Fly, compagnia spagnola, ha lanciato le sue Bubbles, cabine confortevoli pensate per la sosta prolungata in aeroporto o in stazione, per riposarsi nei tempi morti, d’attesa, tra uno scalo e l’altro, o semplicemente in previsione di possibili ritardi.

Cosi come le Sleep box, anche le Bubbles sono delle vere e proprie “box” progettate come piccole stanze d’albergo ricche di comfort: sono composte da una zona lavoro con accesso a internet, da un sistema audio-video, da almeno un letto, un piccolo bagno e dall’eventuale spazio per cambiare il neonato. Al momento della prenotazione delle Bubbles è possibile quindi sceglierne le dimensioni a seconda delle proprie esigenze: la Simple Bubble offre solo una zona per riposare o dormire, la Single Bubble è stata concepita per una persona sola, mentre la Family Bubble è rivolta alle famiglie.

Dalle immagini non è molto chiaro ma pare che le Bubbles, rispetto alle Sleep Box, si presentino come scatole semi-aperte, e che le aperture laterali si possano poi chiudere attraverso una sorta di “separè” che ne caratterizza anche la presenza estetica con colori e texture differenti.

Due progetti davvero molto simili..voi quale preferite? continua…

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21

feb

2010

Microsoft e la digitalizzazione universale

Scritto da Cammy 
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Ricordate il post su Nokia Mixed Reality, in cui Nokia immagina la tecnologia del futuro e l’interazione con essa? Ecco, oggi presentiamo anche la vision che Microsoft ha per il 2019. Il progetto si chiama Microsoft  Sustainability e anche in questo caso si parla di “Augmented reality” (realtà aumentata), in cui l’intangibile si sovrappone alla realtà arricchendola e potenziandola. In questo caso però non c’è un kit preciso di strumenti che creano un sistema in rete ma ogni superficie, anche quella più impensabile, si trasforma in un supporto digitalizzato. Tutto diventa “toccabile”, “scorrevole”, “zoomabile”, “espandibile”, “trasformabile”… sostenibile. Non aggiungo altro, tutto il resto guardatelo in questo interessantissimo video!

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Link utili:

http://www.fubiz.net

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24

nov

2009

Può un progetto sostenibile diventare insostenibile?

Scritto da Cammy 
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watering-can-4Sono passati quattro anni da quando il giovane designer svizzero Nicholas le Moigne presentava al concorso indetto da designboom RE-think + RE-cycle, un progetto divenuto poi simbolo del design sostenibile. Watering Can si era aggiudicato infatti il primo premio grazie alla semplicità, immediatezza e indubbia efficacia, spianando la strada ad una serie di spunti progettuali eco-oriented che ancora oggi pullulano nel panorama del design contemporaneo. Non a caso tra i progetti recensiti in questi giorni da noti blog nazionali e internazionali spunta quello lanciato ultimamente dall’industrial design lab GR. continua…

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16

set

2009

Nokia Mixed Reality: un futuro sempre più wireless

Scritto da Cammy 
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nokia-mixed-reality1Molti credono che il vero anno nuovo cominci a settembre. Dopo un lungo periodo di riposo fisico e mentale, in questo mese infatti il tasto passa da Off a On. Iniziano le scuole, si riprende a lavorare, si fanno bilanci e prospettive, si pensa intensamente e attivamente al futuro. Così come fa Nokia, che in questi giorni ci presenta gli esiti di un progetto esteso al quale lavora da un po’ (e nel quale possiamo riconoscere i primordi con il progetto Morph). In un video diffuso in rete su youtube infatti è possibile vedere come Nokia immagina la tecnologia del futuro e l’interazione con essa. L’obiettivo principale della nota azienda finlandese è quello di creare una rete di contenuti e servizi per l’utente che permetta di interagirne usufruendo al minimo di strumenti “materiali” trasformandoli in immateriali. Si tratta della cosiddetta “Augmented reality” (realtà aumentata), in cui dati intangibili si sovrappongono fino a confondersi con la realtà tangibile, arricchendola e potenziandola.
Nokia Mixed Reality è infatti un sistema senza schermi, né fili, né tastiere. E’ composto da tre elementi: un paio di occhiali che fanno da monitor e che permettono di tracciare il movimento degli occhi, quasi come fosse il cursore del mouse; una specie di braccialetto che, attraverso la tecnologia aptica, traccia il movimento delle mani e trasmette segnali sul corpo (ad esempio vibrazioni); e infine un auricolare 3D avanzato.
Grazie a questo mix di accessori si potrà avere una visione in tempo reale di informazioni, conversazioni, news, fondendo la tecnologia sia con il proprio corpo sia con l’ambiente fisico nel quale si è immersi. Che sia molto lontana questa visione del futuro Nokia? Io credo si tratti di un futuro  “prossimo”.. e voi? continua…

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13

giu

2009

Set di posate in una card: dopo Pandoracard…

Scritto da Cammy 
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hans_credit_card_cutleryLa Moscardino-mania, cha ha seminato in giro per il mondo fratellastri e cugini alla lontana della posatina da happy hour per eccellenza, suppongo stia man mano invadendo anche gli altri progetti del nostro Giulio Iacchetti. Girando per il web ho trovato infatti il sosia olandese di Pandoracard, il set di posate per i pasti fuori casa, dalle dimensioni di una carta di credito. Si chiama Credit Card Cutlery, di Ineke Hans e si tratta di una card dalla quale si “staccano”, un po’ come i giochini dell’ovetto kinder, delle posate usa e getta per poter mangiare in ogni momento della giornata ed in ogni luogo un pasto fresco. In questo caso il set comprende solo una forchettina e un cucchiaino, contrariamente a Pandoracard che include anche un coltellino e uno stecchino. Altra differenza tra Credit Card Cutlery e Pandoracard è che nella prima le posate lasciano la bidimensionalità della card, per accennare alla tridimensionalità attraverso un gioco di incastri. Disponibile in bianco, nero e verde, è possibile acquistare Credit Card Cutlery al prezzo di 10$ sul sito www.cooperhewittshop.org. Ma ora sono curiosa: quale card preferite? continua…

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29

apr

2009

Ritorno dal Salone con un pizzico di insoddisfazione

Scritto da Cammy 
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zona-tortona-09Ci siamo lasciati lo scorso post con la mia voglia irrefrenabile di gironzolare fra gli stand di Milano come bimbi tra le bancarelle della festa di paese. Alla fine, tra varie peripezie, ecco che riesco a partire per la Grande Fiera, ma dopo tre giorni di full immersion, quello che mi rimane di questo Salone ‘09 è l’amaro in bocca. Aspettative forse troppo ardite le mie, ma dopo il quadro idilliaco che ci aveva fatto la TV di questa edizione, che quasi metteva a tacere le “malelingue” che parlavano di crisi latente tra gli stand, delusione e disillusione sono le uniche parole che al momento riesco ad associare a questa che doveva essere la settimana più attesa dell’anno! Tutto aveva il sapore del già visto (o del dejavu, come siamo abituati a dirci), rispetto agli anni passati, ma ancor di più tra uno stand e l’altro.. un progetto e l’altro.
C’era chi parlava addirittura di progetti innovativi, ma di innovazione neanche l’ombra.
E il tema dell’anno? L’eco-sostenibilità. Purtroppo però, essendo diventato “di moda”, questo concetto è facilmente degenerato in superficialità, pacchianeria e vanità.
Nulla di particolare ci aspettavamo dal Salone del Mobile e nulla c’è stato.. ma il Salone Saltellite.. e il Fuorisalone? La freschezza delle menti giovani e “rivoluzionarie” dov’è finita?? Mah..
Nonostante ciò, qualche ago nel pagliaio l’abbiamo trovato.. e ne parleremo prossimamente insieme. Sono curiosa di sapere la vostra..

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15

apr

2009

Fluid Rocker: la Tulip Armchair diventa a dondolo

Scritto da Cammy 
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fluid-rocker-nick-trinciaPrendi la Tulip Armchair di Eero Saarinen, falla diventare a dondolo, e vinci il concorso RELAX Design. Forse un riassunto un po’ drastico ma Fluid Rocker, sedia progettata da Nick Trincia e vincitrice del 1° posto al suddetto concorso, ha troppo di “già visto”. Le uniche novità apportate sono: la prima, che le curve morbide e la forma ergonomica di Fluid Rocker continuano in una monoscocca che permette alla seduta di dondolare, e la seconda, che l’intera scocca in fibra di vetro è rivestita con un sottile strato di feltro grazie al quale la parte “accogliente” diventa più confortevole e la base attutisce il dondolio, evitando anche graffi sul pavimento.
Molto più interessanti, a mio giudizio, gli altri progetti vincitori di premi secondari o menzioni speciali, tra cui Cloud Sofa di D.K. Wei si distingue per aver osato un po’ di più (la soffice seduta rimane infatti “sospesa” a mezz’aria grazie alla forza magnetica generata dalla base), trasmettendo a pieno l’idea di relax, tema centrale del concorso. continua…

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8

apr

2009

Mangier: il cibo va scelto, raccolto e assaporato…

Scritto da Cammy 
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mangierIl progetto di oggi ricorda un pò l’idea presentata da Marion Pinaffo per il concorso Dining in 2015 indetto da DesignBoom. I ramoscelli usati in Manger sur le pouce per infilzare e servire pezzetti di prelibatezze si trasferiscono dalle dita alla “terraferma” nel vassoio Mangier di Stéphanie Marin. Un vero e proprio alberello in legno naturale grezzo, che da spoglio si veste, in questo periodo di primavera, di bontà e colori per servire e degustare frutta, stuzzichini, dolcetti e tanto altro. E se i rami dell’alberello ospitano bocconcini di cibo, la base di Mangier può essere utile per accogliere panna, cioccolato, o salsine in cui intingerli. Il bocconcino può essere così scelto, raccolto e assaporato, in un mix di sensazioni che vanno dal richiamo al peccato originale… all’evocazione di soavi scene bucoliche. Ideale per happy hour e slow food, per trasformare il momento del pasto in un rito unico. continua…

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23

mar

2009

PizzaKobra e Alizz T. Cooper: sorgenti serpenti

Scritto da Cammy 
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alizzQualche giorno fa ero a Parigi in visita alla fantastica mostra di Ron Arad. Tra gli innumerevoli e straordinari progetti si ergeva la famosa lampada Pizzakobra, la lampada in tubolare metallico snodabile ispirata appunto al cobra. Di ritorno da Parigi, durante il viaggio in aereo, mentre sfogliavo Madame (rivista gratuita di Air France) ecco che mi salta agli occhi una lampada. Sembrava di nuovo lei, PizzaKobra, ma guardando più attentamente sulla pelle di questo “serpentello” compariva uno zig-zag giallo e la “testa” era molto più delineata. Non era PizzaKobra: la didascalia mi diceva che si trattava di Alizz T. Cooper, progetto di lampada che Ingo Maurer ha presentato lo scorso anno al Light+Building di Francoforte. Insomma, due progetti che sembrano quasi separati alla nascita, dalla somiglianza impressionante. E voi.. quale delle due preferite? continua…

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14

mar

2009

252° Living Area: Mobile Mini House

Scritto da Cammy 
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252-living-area2Il post di oggi riguarda un concept davvero eccezionale! L’ispirazione nasce dalla Chemosphere di John Lautner’s, una villa che si scorge a malapena tra gli alberi per le strade di Los Angeles, e che ha la particolarità di svilupparsi in maniera radiale. In questo caso però, la villa diventa “portabile”: da statica si trasferisce su ruote. Una specie di roulotte che si avvicina molto di più al concetto di casa, ma che nonostante ciò lo rivoluziona. Un gruppo di giovani designer, Stephanie Bellanger, Amaury Watine, François Gustin e David Dethoor, progettano 252° Living Area: Mobile Mini House. Il nome parla da sé: in 252° si sviluppano bagno, soggiorno, camera da letto, cucina ed ufficio. Una mini-casa, in cui le pareti separano i vari ambienti. Come fossero delle sfoglie, le pareti possono essere chiuse o aperte a piacimento, configurando lo spazio. Gli stessi elementi d’arredo, attraverso una serie di pieni e i vuoti, sono formati nelle pareti che, una volta chiuse, combaciano alla perfezione. Una scocca protettiva esterna poi, inscatola il tutto, rendendolo stabile e compatto. continua…

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