6

mag

2011

Questo incantevolmente inutile paese dei balocchi

Scritto da Cammy 
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E’ passato più di un anno dal mio ultimo post. Tante cose sono cambiate, e alla fine è tutto come prima. Pensavo che il mio blog fosse come uno di quei cari amici che, anche se non li senti per tanto tempo, dai per scontato sappiano quanto tu tenga a loro, nonostante altri impegni ti abbiano tenuto distante. Eppure stamattina una velata ombra di nostalgia mi ha fatto venir voglia di scrivere, affrontando la difficoltà di abbattere il “muro del silenzio” che durava da un po’. Ed ecco che oggi il blog indosserà l’abito dell’antenato diario, in cui butterò giù qualche mia riflessione che forse (oppure no) molti di voi condivideranno.

Pensandoci bene, infatti, gli impegni di questi ultimi tempi non sono stati altro che un plausibile alibi. La verità è che il trapasso da studente di design a “non so chi/cosa”, la complessità nel capire quanto spazio ci sia nel mondo del design e se abbia ancora senso parlare di “mondo del design”, la difficoltà di entusiasmarmi di fronte ad un nuovo progetto per poterlo condividere con voi in un post perché di entusiasmante c’era ben poco, mi hanno portato a fare qualche passo indietro. Una sorta di rigurgito di tutto quello che avidamente avevo inghiottito prima senza badare alle dosi. Un fastidio fisico anche nel sentire ripetutamente ovunque la parola “DESIGN”, svilendola come dire “Ti amo” a chiunque o al primo incontro.

Ho iniziato a pormi dunque qualche domanda in più, e a guardare un po’ con diffidenza quel “fantastico mondo dei balocchi” che è il design oggi. Luci, scintillii, montagne di zucchero filato e caramelle gommose per cui tutti vanno pazzi nonostante l’ineccepibile inconsistenza. continua…

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8

mar

2010

DixEAN: redesign del codice a barre

Scritto da Cammy 
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Durante uno degli esami universitari, io e le mie colleghe riflettevamo su come, nonostante l’evoluzione macroscopica delle forme di linguaggio del comunicare contemporaneo, il “look” del noto codice a barre fosse rimasto inalterato, sempre asettico, rigido e composto, su sfondi di grafiche invece sgargianti, accattivanti, cangianti. Eppure codice non vuol dire necessariamente messaggio criptico e ci stupivamo di come nessuno mai avesse pensato di rivoluzionare questo “stemma secolare”. Cercando un po’ in rete ci siamo accorte che qualche timido tentativo in realtà c’era stato, ad opera di alcune “open minds” giapponesi, ma purtroppo tutti approcci fini a sé stessi. In realtà avevamo visto giusto ed oggi è possibile rendere concreta questa opportunità grazie all’iniziativa che vede in collaborazione Leonardo tv e Dixan Piatti. Si tratta di un concorso indirizzato a tutti gli esperti e appassionati di design che vogliono cimentarsi ad interpretare in maniera originale i codici a barre, in particolare quelli detti codici EAN. Il progetto si chiama infatti DixEAN e si propone di rendere il codice a barre non solo un contenitore di informazioni ma anche uno strumento di comunicazione diretta del prodotto. E’ possibile concorrere sviluppando tre temi: Donna per la linea Sensitive (EAN 8015100758104) e per la linea Mani & Unghie (8015100756100); Natura e Sostenibilità per la linea Frutta e Fiori Melograno e Fiori di Limone, Mela verde e fiori di Pesco, Limone e Fiori di Arancio (EAN 8015100741106); I profumi della natura per la linea Pure Natural Fiori di ciliegio e Orchidea Nera (EAN 8015100757107). Da oggi, dunque, fino al 31maggio possiamo dare il meglio di noi in un progetto davvero stimolante, inviando uno o più lavori all’indirizzo dixean@leonardo.tv, con oggetto il tema del proprio elaborato. Per maggiori informazioni date uno sguardo al sito di Leonardo tv. E allora…cosa aspettiamo?

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10

gen

2010

Bozii e Moo: il mondo del design in un fumetto

Scritto da Cammy 
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bozii-livingroome-n9-minIniziamo il nuovo anno con un augurio speciale a tutti voi e con un post assolutamente eccezionale. Proprio in occasione di queste feste mi è capitata sott’occhio su facebook una insolita “cartolina d’auguri” che non poteva di certo passare inosservata. Un esseruccio strambo dal nome Bozii, si trova un giorno ad essere scambiato da Dio per Mosè e si trova d’un colpo a stilare i dieci comandamenti del design! Ma questa è solo una delle avventure che Bozii, studente tipo della facoltà di design, si trova a vivere mentre cerca di diventare l’ennesima design-star contemporanea. A fargli da guida Moo, una straordinaria coccinellina, architetto-designer veterano ormai in pensione, pronto a lasciare spazio ai più giovani e a seguirli e consigliarli con perle di saggezza frutto dell’esperienza nel campo.

Bozii e Moo sono entrambi “alter ego” del giovane designer Jacopo Zibardi, ideatore e creatore dei disegni e dei testi del fumetto Bozii Design. Jacopo, come molti di noi, si pone innumerevoli domande sul mondo del design, così mutevole, concreto e impalpabile allo stesso tempo da creare incertezze e perplessità anche a chi ne è immerso. Qualche risposta riesce a darsela (e a darcela) attraverso due personaggini minuscoli che pongono, sul design, una lente d’ingrandimento dal filtro ironicamente realistico e sfrontato.

Ospiti fissi su Livingroome, di recente Jacopo,  Bozii e Moo,  sono stati anche a Design Book, su Leonardo tv, in un’intervista di Giorgio Tartaro.

Una vignetta tira l’altra.. io le ho lette tutte d’un fiato e ho anche decretato la mia preferita… Qual è la vostra? continua…

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18

ott

2009

Color Picker Pen: RGB dalla natura alla carta

Scritto da Cammy 
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color_picker_pen01Immaginate di stare sdraiati su un prato di primavera, immersi in una distesa di fiori variopinti, e poi scorgere tra l’erba una farfalla, la più bella che abbiate mai visto. Cosa dareste per catturare quella visione caleidoscopica di colori e farla vostra.. proprio come in un programma di fotoritocco!?

La giovane designer coreana Jinsu Park ha ideato il concept di una penna che trasforma il tool “eyedropper” di Photoshop in realtà. Color Picker Pen, come fosse un piccolo scanner, permette di recepire i colori presenti nell’ambiente e trasferirli immediatamente su carta. Un sensore, infatti, rileva il codice RGB relativo all’oggetto interessato e lo visualizza sul un piccolo display. In seguito un set di tre cartucce (RGB appunto) viene mescolato per ottenere il colore selezionato. Sarà così possibile disegnare e colorare in maniera “estemporanea” l’oggetto selezionato oppure memorizzare il codice scannerizzato. Un sorta di penna magica, un po’ come quelle che avevamo da piccini, ma dalle infinite combinazioni di colori che possiamo scegliere ogni volta che vogliamo e possiamo finalmente “copiare” dalla natura! continua…

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16

set

2009

Nokia Mixed Reality: un futuro sempre più wireless

Scritto da Cammy 
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nokia-mixed-reality1Molti credono che il vero anno nuovo cominci a settembre. Dopo un lungo periodo di riposo fisico e mentale, in questo mese infatti il tasto passa da Off a On. Iniziano le scuole, si riprende a lavorare, si fanno bilanci e prospettive, si pensa intensamente e attivamente al futuro. Così come fa Nokia, che in questi giorni ci presenta gli esiti di un progetto esteso al quale lavora da un po’ (e nel quale possiamo riconoscere i primordi con il progetto Morph). In un video diffuso in rete su youtube infatti è possibile vedere come Nokia immagina la tecnologia del futuro e l’interazione con essa. L’obiettivo principale della nota azienda finlandese è quello di creare una rete di contenuti e servizi per l’utente che permetta di interagirne usufruendo al minimo di strumenti “materiali” trasformandoli in immateriali. Si tratta della cosiddetta “Augmented reality” (realtà aumentata), in cui dati intangibili si sovrappongono fino a confondersi con la realtà tangibile, arricchendola e potenziandola.
Nokia Mixed Reality è infatti un sistema senza schermi, né fili, né tastiere. E’ composto da tre elementi: un paio di occhiali che fanno da monitor e che permettono di tracciare il movimento degli occhi, quasi come fosse il cursore del mouse; una specie di braccialetto che, attraverso la tecnologia aptica, traccia il movimento delle mani e trasmette segnali sul corpo (ad esempio vibrazioni); e infine un auricolare 3D avanzato.
Grazie a questo mix di accessori si potrà avere una visione in tempo reale di informazioni, conversazioni, news, fondendo la tecnologia sia con il proprio corpo sia con l’ambiente fisico nel quale si è immersi. Che sia molto lontana questa visione del futuro Nokia? Io credo si tratti di un futuro  “prossimo”.. e voi? continua…

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23

giu

2009

Le Whif: voglia di “inalare” cioccolato!

Scritto da Cammy 
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le-whif-1Provate ad immaginare il cioccolato. Vi verrà in mente quello a latte, fondente, bianco, con le mandorle, a menta, all’arancia.. al peperoncino. Oppure penserete alla croccantezza, alla cremosità, alla “scioglievolezza”, come recitava una famosa pubblicità. Ebbene, nonostante le più svariate (direi infinite) sensazioni ed emozioni collegate al mondo del cioccolato, c’è qualcuno che ha lanciato la sfida di inventarne di nuove. David Edwards, professore ad Harvard, ha inventato infatti un nuovo modo di “magiare” cioccolata… aspirandola! Il prof. Edwards dice: “Nel corso dei secoli abbiamo diminuito sempre più le dosi di cioccolato da mangiare restringendo sempre di più gli intervalli tra una dose e l’altra. E’ come se l’atto del mangiare si stia avvicinando man mano a quello del respirare, così, con un mix tra scienze culinarie e inalatorie, abbiamo spinto le abitudini alimentari verso la loro naturale e logica evoluzione. Possiamo chiamarla whiffing”. Da qui il nome del progetto, Le Whif appunto. Si tratta di un modo eccezionale per tenere a bada gli “attacchi” di fame o per accompagnare un caffè. Edwards sostiene che le Whif sia solo l’inizio che può dare il via a sperimentazioni e innovazioni nell’intero campo alimentare. Le infinite possibilità del wiffing sono state presentate durante quest’anno con Le Whif World Tour e in occasione del Festival di Cannes, ma il professore mira a girare ancora per farsi conoscere in tutto il mondo. In queste tappe è possibile provare in esclusiva Le Whif nei gusti : cioccolato a menta, a lampone, a mango e fondente… e tutti senza nessuna preoccupazione per le calorie! A me incuriosisce non poco, anche se mi è difficile pensare al cioccolato senza la sua “corposità”. Che possa diventare una sorta di “droga del futuro”? Chissà… voi che ne pensate?? continua…

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9

mag

2009

Ping Pong Door: l’altra faccia della… porta

Scritto da Cammy 
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ping-pong_doorIl progetto di oggi è forse uno di quelli un po’ “leggeri” ma senza dubbio davvero simpatici! Il giovane designer Tobias Fraenzel ha esposto al Salone Satellite di quest’ anno la sua Ping Pong Door, che già qualche tempo fa avevamo intravisto tra le pagine di designboom, nella competition “A door to paradise“. Proprio così, si tratta di una porta da interni, apparentemente normalissima, ma che all’occorrenza può trasformasi in un tavolino da ping pong. Basta ruotarla, che da verticale si posiziona in orizzontale, e la faccia classica laccata in bianco lascia spazio all’altra faccia della medaglia (anzi della porta) verde, con delle righe bianche e una rete al centro: un vero e proprio tavolo da ping pong! Perfetto per chi ama lo sport “domestico” ed è costretto a sistemare tutto nel suo loft in mancanza di un giardino o uno spazio all’aperto. continua…

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1

mag

2009

Ombrello The Reusable:riutilizzo come ecostrategia

Scritto da Cammy 
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ombrello2Il progetto di oggi si è distinto tra gli stand del Fuorisalone per semplicità, immediatezza ed efficacia. Si tratta di Ombrello The Reusable, e il nome la dice lunga..
Le due giovani designer Alice Bertola e Barbara Civilini hanno unito la pragmaticità e la sensibilità etica dell’una con la vena artistica e comunicativa dell’altra per dare vita ad una nuova idea di ombrello. Non a caso si parla di vita, perché il fulcro della questione è proprio questo. Dopo un’attenta analisi, Alice e Barbara si sono rese conto che oggetti di uso comune, progettati per durare, oggi sono destinati ad avere breve vita, a diventare “usa e getta”. E l’ombrello ne è il caso più eclatante: che si tratti di ombrelli più o meno di valore, dopo una pioggerella un po’ più insistente ce li ritroviamo tutti sul ciglio della strada, senza vita, diventati ormai rifiuto. Ma questa analisi ha portato le ragazze ad un’altra osservazione interessante. Il più delle volte (direi quasi sempre) l’ombrello diventa irriutilizzabile perché è la struttura in metallo a rompersi… non la tela! Da qui l’idea progettuale: visto che sarebbe complesso e dispendioso riprogettare una struttura che duri, perché non pensare ad un modo per riutilizzare la tela intatta? continua…

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14

apr

2009

Design for life: 12 young designer in un reality show

Scritto da Cammy 
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design-for-lifeE’ proprio vero.. siamo nell’era dei reality show! Una realtà dura da ammettere, lo so, ma pur sempre la realtà. Niente paura, non sono diventata pazza, né ho fatto indigestione di uova di cioccolato! E’ solo che dopo il Grande Fratello, L’isola dei Famosi, Amici di Maria De Filippi, la vita nel circo, negli ospedali, tra dipendenti a rischio licenziamento… e chi più ne ha più ne metta… pensavo fosse difficile inventarne di ancora più improbabili. E invece ho dovuto ricredermi quando ho letto la notizia di Design for Life! Ebbene si, si tratta di un reality d’ Oltremanica, in onda prossimamente sul canale BBC2, in cui 12 giovani designer si mettono alla prova e si “scervellano” sotto gli occhi del pubblico e di un maestro d’eccellenza! Provate ad indovinare chi è? Non poteva che essere la star/designer che se ne inventa una dopo l’altra, e che qualche tempo fa minacciava di lasciare il mondo del design. Che si sia deciso per quello della TV? Avete capito bene, il nostro Philippe Starck farà da supervisore a questo gruppo di 12 “young designer” tra i 19 e i 32 anni, provenienti da diverse zone del Regno Unito e scelti tra più di 200 aspiranti presentatisi ai provini. continua…

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14

mar

2009

252° Living Area: Mobile Mini House

Scritto da Cammy 
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252-living-area2Il post di oggi riguarda un concept davvero eccezionale! L’ispirazione nasce dalla Chemosphere di John Lautner’s, una villa che si scorge a malapena tra gli alberi per le strade di Los Angeles, e che ha la particolarità di svilupparsi in maniera radiale. In questo caso però, la villa diventa “portabile”: da statica si trasferisce su ruote. Una specie di roulotte che si avvicina molto di più al concetto di casa, ma che nonostante ciò lo rivoluziona. Un gruppo di giovani designer, Stephanie Bellanger, Amaury Watine, François Gustin e David Dethoor, progettano 252° Living Area: Mobile Mini House. Il nome parla da sé: in 252° si sviluppano bagno, soggiorno, camera da letto, cucina ed ufficio. Una mini-casa, in cui le pareti separano i vari ambienti. Come fossero delle sfoglie, le pareti possono essere chiuse o aperte a piacimento, configurando lo spazio. Gli stessi elementi d’arredo, attraverso una serie di pieni e i vuoti, sono formati nelle pareti che, una volta chiuse, combaciano alla perfezione. Una scocca protettiva esterna poi, inscatola il tutto, rendendolo stabile e compatto. continua…

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