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7

mar

2010

Il bello scultoreo in una scarpa

Scritto da Cammy 
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A prima vista sembrano modellini d’architettura, oggetti di studio meticoloso e raffinato alla ricerca dell’edificio perfetto. Ma serve ridurre la scala d’osservazione per capire che quelli di Tea Petrovic sono prototipi di scarpe. Non a caso l’ispirazione nasce dai lavori dello scultore russo Naum Gabo e dalle opere d’architettura dello spagnolo Santiago Calatrava. Ispirazione che ha dato vita alla collezione presentata da Tea come lavoro di tesi presso l’ Academy of Fine Arts a Sarajevo. La collezione si compone di dieci elementi, tutti realizzati a mano, inseriti in tre macrogruppi tematici a seconda degli approcci progettuali che Tea ha voluto sperimentare. Il primo gruppo, Linear constructions, trae ispirazione dalle opere di Gabo e rappresenta l’idea di leggerezza, trasparenza e al tempo stesso complessità. Il secondo gruppo, Architectural shoe, fa riferimento alle architetture di Calatrava con un accento sul dettaglio: il tacco alto è una figura scultorea che domina e determina la forma della scarpa. Infine il terzo gruppo, Wings/variations, si sviluppa intorno a forme naturali ed organiche ottenute attraverso monoscocche. continua…

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13

mag

2009

Intervista a Davide Conti: et Voilà!

Scritto da Cammy 
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voilaQuesto post inaugura una sezione di ctrlc-ctrlvidesign.it a cui penso da un pò e che presto prenderà forma.

Capita spesso di pensare al design come “oggetto” perchè è quello il mezzo attraverso il quale si esprime e con cui entriamo in contatto, ma raramente ci soffermiamo a pensare a chi c’è dietro l’oggetto. Eppure a mio avviso l’anima di un oggetto non è altro che la trasposizione dell’anima di chi lo crea, durante un percorso in cui viene contaminata da altri “effluvi” provenienti dal contesto, dalle richieste, dalle aziende..

Da qui l’idea di dare la possibilità ai lettori (ma anche a me stessa) di leggere non solo le critiche e i pareri di esterni sui progetti ma anche le parole di chi ne è autore.

Oggi sapremo qualcosa in più su Davide Conti, il giovane designer di Voilà, che si sta pian piano facendo conoscere grazie al suo talento eclettico e al suo spirito creativo. leggi l’intervista…

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4

nov

2008

Sketchel Group Show: borse ad opera d’arte

Scritto da Cammy 
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sketchel bagPubblicati di recente gli esiti dello Sketchel Contest lanciato da XL e Seidimoda. Più di 200 disegni sono stati inviati e visionati dalla giuria dell’expo di fashion-art Sketchel Group Show, composta da artisti, curatori e progettata e curata da Jeremyville e David Vecchiato. Sketchel Group Show stravolge l’idea classica di mostra poiché le opere esposte fuoriescono dagli schemi di “quadro” o “tela” o “dipinto” ma sono un ibrido tra opere d’arte, graphic e fashion design. Questa particolare esposizione riguarda appunto dipinti dei maestri di New Pop, Urban Art e Pervasive Art e opere di piccole dimensioni che possono essere indossate come accessori di moda: le creazioni possono infatti essere inserite (protette da una pellicola in pvc) nella borsa-cornice Sketchel creata da Jeremyville. Si passa così da “dipinto da parete” a “dipinto da passeggio“, come oggetto cult che possa essere aggiornato per rappresentare il proprio stato d’animo o essere abbinato al proprio look.
Contrariamente alle aspettative vi sono stati 4 vincitori pari merito: Francesco Nappa Genuine con People says: FUCK-OFF the TV! I prefer to go out with my bag!, Cristina Riucci con Dog pop , Jinevra con Tokyo soup e Luigi Brusciano Ignorance con This Bag is FUNKY!!!.

Per tutti gli interessati, sarà possibile vedere dal vivo le opere selezionate alla mostra che si svolgerà dall’8 novembre alla MondoPOP Gallery di Roma. continua…

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18

set

2008

Le forchette si trasformano in sedie

Scritto da Cammy 
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the-seniora-fork-chairfork-chair-sculptRicordate Sedia 1:20, il progetto in cui una sedia diventava oggetto di food design? Ecco, nei progetti di oggi accadrà il processo inverso. In The Seniora Fork Chair del giovane designer Ignacio Ruiz Gutierrez H., è infatti una “forchetta gigante” a diventare una sedia: un unico pezzo di legno che si modella in modo che il manico faccia da base e i dentelli da schienale. Con questo progetto, l’appena ventenne designer messicano si è aggiudicato il terzo posto al concorso Andreu World International Design Competition 2006, e sta continuando tutt’oggi a vincere numerose competizioni.

Sulla stessa linea hanno lavorato i pensieri di un altro giovane “creatore” che si sono tramutati in un progetto molto simile a quello precedente. Si tratta questa volta di uno scultore, Finn Stone, che ha plasmato un’ enorme forchetta metallica che diventa una perfetta seduta, Fork Chair appunto. In questo caso però la forchetta si ribalta: quasi come se avessero addentato un sasso, i dentelli della forchetta si divaricano formando le gambe della sedia, mentre il manico il alto fa da schienale.

Insomma, entrambe idee simpatiche che ognuno di noi vorrebbe sfoggiare nella propria cucina… ma rimango perplessa, soprattutto nel secondo caso, riguardo la comodità, anche perché, come ricorda il nostro caro Bruno Munari, c’è differenza tra artista e designer. Voi che ne pensate?

Link utili:

http://www.trendhunter.com/

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