Un’illustrazione grafica, dal forte carattere bio-inspired, riceve una mensione d’onore dall’International Science and Engineering Visualization Challenge, il premio sponsorizzato dalla rivista Science e dalla National Science Foundation (NSF), giunto alla settima edizione. L’oggetto in questione rimanda alla necessità di osservare con occhio attento e critico la natura per progettare l’innovazione, il futuro: da qui anche il nome della rappresentazione stessa “back to the future“.
In particolare l’immagine rappresenta, su due livelli, lo spunto biomimetico e l’elaborazione progettuale dello stesso. In primo piano infatti, una colonia di diatomee, nello specifico la licmophora flagellata, viste attraverso l’ingrandimento reso possibile grazie al microscopio SEM (le diatomee sono organismi unicellulari considerati la più diffusa forma di vita sul pianeta. La cosa interessante è che questi minuscoli organismi a forma di ventaglio, visibili solo al microscopio, hanno la capacità di poter diventare interessanti imput nel campo della progettazione grazie alle loro innumerevoli capacità funzionali e formali).
Sullo sfondo, invece, il progetto nato dalla collaborazione tra il prof. Mario De Stefano del Dipartimento di Scienze Ambientali della Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute, la Prof.ssa Carla Langella del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia della Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli”, e la Dott.ssa Antonia Auletta. Il team si è concentrato sulla capacità e sulla modalità delle diatomee di raccogliere la luce solare ai fini della fotosintesi clorofilliana. Da qui l’imput per trasferire questi principi nel campo del design attraverso un prodotto di arredo urbano che ottimizzi il recupero di energia solare. Ecco dunque che le diatomee si trasformano in Edo, pensiline multifunzionali energicamente autonome, i cui super-performanti pannelli solari a piantana permettono di recuperare l’energia del sole per “riutilizzarla” nei modi più disparati. Nella parte superiore (a ventaglio) delle pensiline, infatti, è incorporata una tecnologia fotovoltaica costituita da film flessibili in silicio amorfo, che permette di raccogliere energia solare durante tutto il giorno. Questa energia, accumulata in batterie, viene poi utilizzata in parte per alimentare un tessuto fotoluminescente, che crea un effetto di luminescenza diffusa di notte; la parte dell’energia restante invece potrà essere fornita in forma di “free energy” agli utenti che attraverso una porta universale possono ricaricare i propri dispositivi portatili, dai lettori mp3 ai telefoni, laptop e fotocamere.
Edo si presenta quindi come un “hybrid” che non svolge solo le classiche funzioni di oggetto d’arredo urbano (riparare e illuminare) ma sfocia nei campi dell’informazione e dell’interazione.. e perché no anche dell’entertainment. Obiettivo di Edo inoltre è quello di comunicare l’impegno per il rispetto ambientale non come limite e privazione ma come possibilità di creare nuovi scenari non solo urbani ma sociali ed etici… affinchè la sostenibilità diventi sempre meno “moda” e sempre più consapevolezza, responsabilità e soprattutto opportunità.

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