Sono passati quattro anni da quando il giovane designer svizzero Nicholas le Moigne presentava al concorso indetto da designboom RE-think + RE-cycle, un progetto divenuto poi simbolo del design sostenibile. Watering Can si era aggiudicato infatti il primo premio grazie alla semplicità, immediatezza e indubbia efficacia, spianando la strada ad una serie di spunti progettuali eco-oriented che ancora oggi pullulano nel panorama del design contemporaneo. Non a caso tra i progetti recensiti in questi giorni da noti blog nazionali e internazionali spunta quello lanciato ultimamente dall’industrial design lab GR.
Si tratta di Aqua Jar che, proprio come Watering Can, consiste in un beccuccio in plastica riciclabile da apporre alle bottiglie in PET per trasformarle in originali innaffiatoi. Analogamente al “fratellastro”, munito di manico e aggancio universale, Aqua Jar sarebbe in grado di essere applicato su qualsiasi tipo di bottiglia assicurando una presa più ergonomica. Ma se nel 2005 Watering Can poteva destare stupore misto a senso di coscienzioso piacere, oggi una riproposta dello stesso progetto, oltretutto sovraccaricata e meno “poetica”, non può che provocare dissenso e sconcerto. Oggi che il termine sostenibilità va discostandosi dal reinventare e reiterare per avvicinarsi sempre più al perdurare.
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