“Da sempre arte e manualità sono le colonne portanti della mia vita“. Queste le parole della giovane designer Teresa Brescia, che racchiudono in pieno il suo lavoro e la sua “mission”. Teresa, dopo aver studiato alla facoltà di Architettura e aver approcciato al disegno di tessuti, si è resa conto che la sua voglia di sperimentare e toccare con mano i suoi prodotti l’avrebbe presto ottenuta attraverso la creazione dei suoi gioielli. In realtà parlare di gioielli sembra forse riduttivo guardando i lavori di Teresa: non si tratta infatti di preziosi che abbinati testimoniano le tendenze e la moda, ma di progetti che danno forma e significato a materiali fino ad allora privi di identità e collocazione (scarti di lavorazione ad esempio) che rielaborati mirano a comporre un unicum creativo. Il “monile” diventa dunque veicolo per affermare due obiettivi fondamentali: sfatare il falso mito della bigiotteria artigianale come simbolo di pacchianeria, e allargare i target del gioiello “hand made”, oggi prevalentemente destinato ad un pubblico femminile.
Tre sono le collezioni di Teresa Brescia. La Collezione Mosaiko si basa sul riutilizzo di tessere musive da campionario (usate prevalentemente in architettura come rivestimento) quasi fossero frammenti di creatività che insieme donano linearità e semplicità al progetto. La Collezione Round invece coniuga lo spirito decorativo degli anni ‘70 con il riuso di rondelle derivanti dal montaggio di orologi, per una collezione stile vintage. La Collezione Flò, infine, fa del fiore un segno che rappresenti eleganza, semplicità e raffinatezza.
Ma le sperimentazioni non si fermano al gioiello. Molto interessanti, a mio avviso, le applicazioni che Teresa fa della resina trasparente per la creazione di singolari vassoi; esperienze che la giovane designer racconta e condivide con i suoi lettori sul blog personale.
Una domanda ora pongo a me e soprattutto a voi. Quanto ancora oggi, e di più domani, si potrà parlare di design riconducendolo solo alla serialità e all’industria, senza tenere in conto la sperimentazione, la manualità e l’unicità proprie dell’artigianato?


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1 utente ha commentato questo articolo
Ciao mi chiamo Paola, io ho conosciuto le creazioni di questa ragazza qualche anno fa, attraverso il suo vecchio blog. Ne ho anche acquistata qualcuna e vi assicuro che dal vivo sono ancora più belle.
Secondo me oggi il design ha preso un po’ una piega strana..oggi basta scioccare e apparire, e non importa se poi ciò che si crea si può usare o indossare facilmente e comodamente…ecco io credo che questa ragazza invece stia facendo uno sforzo in più, perchè i suoi gioielli sono facilmente portabili sia da giovani che da persone più avanti con l’età, sono semplici e fini e quindi abbinabili sia su qualcosa di elegante che sportivo, e quindi non è tanto l’apparenza del design ma il senso a far da padrone, ed è anche questo che distingue ciò che crea dalla miriade di oggetti che si vedono sui blog…
Quindi le faccio un in bocca al lupo perchè si merita davvero che il suo talento venga riconosciuto!
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