E’ passato poco più di un giorno e la ferita è ancora aperta. Il terrore e la paura di quegli istanti lasciano ora il posto all’angoscia di quello che sarà. Migliaia e migliaia di “sfollati”, coloro che sono rimasti con un pugno di polvere e basta, vivono ora una condizione incerta, precaria, devastati nel corpo e nell’anima. Squadre di volontari e forze dell’ordine si stanno dando da fare per alleviare le pene causate da questa tragedia così vicina a tutti noi, e di fronte alla quale ci sentiamo così minuscoli… impotenti. Vi sembrerà strano leggere un post del genere… ma non ho potuto fare a meno di esprimere, con i mezzi che ho a disposizione, la solidarietà verso tutti coloro a cui il terremoto ha strappato persone care, sacrifici di una vita… la vita.
Forse è ancora troppo presto ma davanti a tanta distruzione l’impulso che mi ferve dentro è quello della “rinascita”. Mi viene da subito di pensare a come alleviare le sofferenze di famiglie, anziani e bambini costretti a vivere giorni e notti senza tetto, a come poter trasformare le disagiate tendopoli in alloggi temporanei più accoglienti, sull’esempio di Cameron Sinclair e Kate Stohr e della loro “architettura umanitaria”. Mi viene poi da guardare anche un po’ più in là … ad una rinascita consapevole e responsabile di città ormai fantasma ma il cui cuore batte ancora sotto le macerie…

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Un pensiero alle vittime del terremoto in Abruzzo……
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Un pensiero alle vittime del terremoto in Abruzzo……
E’ passato poco più di un giorno e la ferita è ancora aperta. Il terrore e la paura di quegli istanti lasciano ora il posto all’angoscia di quello che sarà. Migliaia e migliaia di “sfollati”, coloro che sono rimasti con un pugno di polvere e…
Bastarono pochi attimi
per cancellare il passato.
Bastarono pochi attimi per sprofondare
sotto la propria stessa casa.
Secondi per capire che tutto sarebbe andato perso.
Piedi nudi, nel freddo della notte,
passi stanchi di gente vuota negli occhi,
Tremore di mani per la famiglia che non troverai mai più,
o forse giace già inerme sotto pietre e ricordi.
Bambini senza vita riapparire alla luce,
e madri senza più voce correre lontano.
E’ bastato poco per cancellare vite,
sogni,sacrifici di chi aveva solo i mattoni di una casa.
E la terra trema, e non smette di tremare,
finge di esser santa e intanto è carnefice spietata.
Finge di fiorire e appassisce tutto al solo movimento.
Bastarono pochi attimi per rendere
tutto insensato,
un incubo oscuro, freddo,
come la notte della tragedia.
E non ci furono più grida, la voce manca,
le braccia stanche,
il sudore di chi non si arrende,
e scava, riporta alla luce,
tenta di guarire e cuce.
Non ci furono più palazzi, cancelli, cibo e sorrisi,
la terra scuote non fa caso ai nostri visi.
Miriana Dell’Oioio
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