Si chiama Grande Puff, e non è il simpaticissimo folletto blu dal cappello rosso, ma l’ultimo nato di Officina delle mille cose, giovane studio e fucina di design. Uno spunto ironico per un nome friendly ma che rimanda ad un senso più profondo. Grande Puff è infatti un puff “sui generis”. Il suo cuore morbido e sonoro è costituito da scarti di lavorazione tessile e tappi di plastica; il rivestimento colorato e mutevole è assemblato a partire da locandine cinematografiche in PVC, ed il tutto è unito con un sistema di cucitura esclusivo. Daniele Coletti e Davide Rossi ci raccontano la loro filosofia progettuale attraverso tre parole chiave: HAND.RE.DESIGN. HAND, rimanda da subito alla componente manuale del progetto. Caratteristica principale dei prodotti Officina delle mille cose è che essi sono concepiti per essere realizzati interamente a mano, ma secondo una logica seriale: minimo scarto e massima resa in termini di ore-lavoro. Si riconosce così l’unicità del pezzo, ma contemporaneamente un’appartenenza ad una “famiglia”. RE, indica l‘intento di recuperare, riutilizzare e riciclare materiali di scarto industriale, che altrimenti avrebbero breve vita, intensificandola invece di un significato “inaspettato”. DESIGN, infine, come fulcro del processo progettuale, al tempo stesso strumento, strategia, esperienza, conoscenza.

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Grande Puff: una “serie” di scarti in un pezzo unico | ctrlc-ctrlvdesign.it…
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Forse siamo un pochino di parte…ma grande articolo!
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