“E’ un laboratorio dove si incontrano laureati e esperti di design, di tematiche sociali e ambientali, di comunicazione e di progettazione, spinti dalla volontà di creare una serie di eventi a basso costo, ma dal forte potenziale emozionale-contenutistico, che abbiano la città come cornice e che mirino al recupero di spazi meno vissuti, dimenticati, anche i più impensabili.”
Questa la filosofia di Esibisco, fervida creatura nata dall’eccentricità di uno scapigliato venticinquenne con la passione per il design sinonimo di curiosità, stupore, suggestione, emozione. Giacomo Zaganelli, questo giovane designer conosciuto per caso qualche anno fa in condizioni di estrema sopravvivenza (in campeggio, dopo numerosi e “funesti” episodi) mi aveva già allora stupito per la capacità di ironizzarci su, e per l’energia esplosiva che aveva dentro. E’ la stessa energia che alimenta il progetto Esibisco, a cui Giacomo lavora arditamente dal 2005.
La città è lo sfondo di questo progetto, partendo da Firenze e sconfinando al resto d’Italia. Non a caso uso il termine “sfondo” proprio perché ad oggi la città si trova su un layer parallelo rispetto a coloro che dovrebbero viverla e sentirla propria, e diventa sempre più difficile dunque trovare punti di contatto tra il cittadino e il tessuto urbano. Eppure se si parla di tessuto vuol dire che è prevista una trama, un intreccio di spazio, tempo, colori e sensazioni. E’ proprio questo l’intento di Esibisco. Riattivare quei link ormai spenti attraverso la creazione di una “coscienza contemporanea” in cui le attenzioni al passato possano dar spazio, o ancor più proiettarsi, a ciò che può e deve il futuro.
Spazi all’aperto, inusuali, sono il palcoscenico per mostre temporanee che destino meraviglia, invitino a riflettere, che costituiscano un assaggio di presente alternativo, da cogliere, assaporare e fare proprio. Ne è esempio N.A.T.P.L.E. – non a tutti piace l’erba, progetto di rivitalizzazione temporanea di piazza Ghiberti a Firenze. Per circa un mese, da fine maggio a fine giugno dello scorso anno, Giacomo e il suo “corposo” team ( 80 braccia, come egli stesso dice) hanno ricoperto la piazza con oltre 2000 metri quadri di prato vero… e il tutto in una sola notte! Un’istallazione che ha praticamente sconvolto il paesaggio urbano, sovrastato da una infinita distesa di cemento. La piazza torna così alle origini della parola, ridiventando punto di incontro per bambini, ragazzi e adulti, tutti nello stesso luogo.
E mentre la città assorbe lentamente, Esibisco lavora già alla prossima esposizione, secondo “una continuità espositiva atipica. A uso dei passanti. Gratuita. Per creare un’occasione di riscoperta dell’abitare quotidiano. Fare della città una sorta di museo sperimentale all’aperto.”
Get the Flash Player to see this content.

(4 voti, media: 4,00 su 5).png)













Articoli simili
3 utenti hanno commentato questo articolo
Esibisco…ergo sum…
E’ un laboratorio dove si incontrano laureati e esperti di design, di tematiche sociali e ambientali, di comunicazione e di progettazione, spinti dalla volontà di creare una serie di eventi a basso costo, ma dal forte potenziale emozionale-contenuti…
Esibisco…ergo sum | ctrlc-ctrlvdesign.it…
“E’ un laboratorio dove si incontrano laureati e esperti di design, di tematiche sociali e ambientali, di comunicazione e di progettazione, spinti dalla volontà di creare una serie di eventi a basso costo, ma dal forte potenziale emozionale-conten…
thanks for the added you very nice blog nice green, have a nice day.
Lascia un Commento