Da quando il bucato si lavava a mano nei cortili, con bacinelle d’acqua di pozzo e cenere, possiamo dire che ne abbiam fatta di strada. La lavatrice, a detta di tutte le persone po’ più anzianotte, e soprattutto del pubblico femminile, è una delle invenzioni più utili ed indovinate dei loro tempi. E da allora nessuno riesce a staccarsene più, tant’è che i ritmi sfrenati della routine contemporanea portano ad utilizzare questo elettrodomestico “amico” almeno una volta al dì. Negli ultimi anni però, in piena crisi ambientale, ci si è accorti che tanto amica la lavatrice non è più, visto che è una delle maggiori cause di sprechi d’acqua ed energia elettrica . Molti progettisti allora si sono dati da fare per cercare di restituire un carattere virtuoso a questo elettrodomestico indispensabile, talvolta con l’uso della tecnologia ( si parla da un po’ di domotica ) per migliorare l’interfaccia degli oggetti e l’interazione col fruitore, talvolta rivoluzionando completamente quella che è l’ “immagine precostituita” di lavatrice. Un esempio davvero interessante è il progetto vincitore del VLab Award presentato al Whirlpool Design Award 2008. Frutto degli studi di Fernanda Villanueva e Arturo Ariño in collaborazione con Rodrigo Segura and Edwin Garcia, Re-Cycle Laundry Center innova il concetto di lavatrice ispirandosi al riciclo come vision, nella forma (logo) e nella funzione. Re-Cycle si compone infatti di tre unità apparentemente identiche, ma ognuna con una specifica funzione: una per il lavaggio, l’altra è un’asciugatrice, e la terza funge allo stesso tempo da contenitore d’acqua pulita e filtro per l’acqua utilizzata. Le tre unità si congiungono al centro, dove alloggia il sistema digitale di programmazione dei lavaggi. Ruotando l’intero sistema in senso orario, la forza di gravità farà confluire l’acqua pulita nel cestello del lavaggio, e poi ancora l’acqua utilizzata nel serbatoio per essere filtrata e riutilizzata, eliminando così la necessità di una pompa. Il ciclo si conclude dunque con il filtraggio d’acqua, che può essere nuovamente usata per il successivo lavaggio. Nel frattempo è possibile comunque utilizzare l’asciugatrice, perché l’unità funziona anche autonomamente: basta programmarlo.
Completamente rinnovata anche la collocazione dell’elettrodomestico: Re-Cycle dice addio infatti agli “scatoloni” ingombranti nascosti nei ripostigli e dà il benvenuto ai sistemi d’arredo a muro.
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2 utenti hanno commentato questo articolo
Idea grande! è bella!
Re-Cycle Laundry Center: la mia lavatrice ricicla…
Molti progettisti allora si sono dati da fare per cercare di restituire un carattere virtuoso a questo elettrodomestico indispensabile, talvolta con l’uso della tecnologia ( si parla da un po’ di domotica ) per migliorare l’interfaccia degli oggetti…
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