Chi non ricorda il famoso vaso Savoy di Alvar Aalto, simbolo del design organico e specchio delle forme frastagliate caratteristiche dei paesaggi finlandesi? Il giovane designer Jan Ctvrtnik lo ha ricordato molto bene quando ha deciso di prenderlo come punto di partenza per ideare il suo progetto di vaso. Ha partecipato infatti, vincendo, alla Droog Competition proprio con una singolare reinterpretazione del vaso di Aalto: Droog Aalto appunto, dove “droog” è inteso nell’accezione di “dry”.
Il tema del concorso era infatti il clima e i cambiamenti che esso sta assumendo negli ultimi anni. Partendo dalla forma iniziale di Savoy, che riprendeva a sua volta quella di un lago finnico, Jan Ctvrtnik ha effettuato una sorta di estrusione verso l’interno del vaso, aumentandone gli spessori, in segno di protesta verso il sempre più allarmante surriscaldamento globale e il conseguente prosciugamento delle acque.
Secondo Jan Ctvrtnik, per mostrare anche ai non esperti cosa sta succedendo all’ambiente e al clima, bisogna avere un punto di riferimento, e Alvar Aalto sarebbe stato perfetto sia per l’importanza che riveste nel design e nell’approccio “naturale” ad esso, sia per il forte legame col luogo. Il lago d’ispirazione del famoso designer in settant’anni ha subito dei cambiamenti che peggioreranno col tempo, cosi come ogni altro lago, fiume o albero che sia nel resto del mondo.
Un evidente déjà vu , quello di questo post, che però non ci disturba affatto, anzi ci invita alla riflessione, ci stimola la coscienza, ci induce alla responsabilizzazione.
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