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3

feb

2010

Endless Chair e il “quesito senza fine”…

Scritto da Cammy 
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Sedie, sedie e ancora sedie. La mania del designer continua ad essere la sedia. Quella che vi presento oggi si chiama Endless Chair, dello studio belga MT4. “Sedia senza fine”, appunto, in cui un’unica fascia di un bianco lucido lascia perdersi alla ricerca di un inizio, di una fine. Ma cos’è Endless Chair? E’ un tributo ad Hesher per la sua ossessione per l’illusione e la continuità. La manipolazione di un oggetto classico per esprimere un’ossessione estetica che ha radici lontanissime nel tempo. Creare asimmetria laddove l’immagine evoca da sempre simmetria. L’opportunità di donare un fascino scultoreo ad un oggetto d’uso comune dal forte senso funzionale. Attraverso Endless Chair infatti gli MT4 Architects non solo presentano “la sedia” in una forma non convenzionale, ma soprattutto pongono a se stessi e a tutti noi una domanda (che loro definiscono la “endless question”) su uno degli archetipi progettuali: cos’è una sedia?

Provando a dare risposte a questa domanda, probabilmente riusciremo a rispondere al quesito che assilla appassionati e non del design: “perché la sedia?”. continua…

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22

gen

2010

Roca Landscape: metamorfosi di una vasca

Scritto da Cammy 
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Nonostante la moda del “multifunzionale” sia ormai oltrepassata, si continua oggi a progettare cercando di far assolvere ad un unico oggetto più e più funzioni, quasi come se il designer fosse guidato da una specie di smania del “risparmio” progettuale. Si è spesso incorsi così nell’errore del superfluo, del gadget-like. Il progetto di oggi appartiene alla famiglia dei multifunzione, ma ne nobilita gli intenti. Nella corsa frenetica alla riduzione degli spazi, il giovane designer Yaroslav Rassadin ha pensato di minimizzare quelli dell’ambiente bagno. Anzi direi che l’elemento stesso diventa ambiente: l’arredo bagno può essere infatti inserito in altre camere, come quella da letto ad esempio, creando un unico elemento che funga, all’occorrenza, da lavabo, vasca (classica e con seduta) e piatto doccia. A prima vista credevo che il risultato fosse dovuto all’utilizzo di smart materials, come i polimeri a memoria di forma. Rassadin ha invece ipotizzato che un sistema con alla base una pompa meccanica determinasse le varie morfologie dello strato di silicone pesante. Roca Landscape, presentato al concorso Jump the gap indetto da Roca, ancora in fase di prototipo, ha ottenuto numerosi consensi. Non ci resta che aspettare che venga realizzato allora.. a voi entusiasma l’idea? continua…

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10

gen

2010

Bozii e Moo: il mondo del design in un fumetto

Scritto da Cammy 
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bozii-livingroome-n9-minIniziamo il nuovo anno con un augurio speciale a tutti voi e con un post assolutamente eccezionale. Proprio in occasione di queste feste mi è capitata sott’occhio su facebook una insolita “cartolina d’auguri” che non poteva di certo passare inosservata. Un esseruccio strambo dal nome Bozii, si trova un giorno ad essere scambiato da Dio per Mosè e si trova d’un colpo a stilare i dieci comandamenti del design! Ma questa è solo una delle avventure che Bozii, studente tipo della facoltà di design, si trova a vivere mentre cerca di diventare l’ennesima design-star contemporanea. A fargli da guida Moo, una straordinaria coccinellina, architetto-designer veterano ormai in pensione, pronto a lasciare spazio ai più giovani e a seguirli e consigliarli con perle di saggezza frutto dell’esperienza nel campo.

Bozii e Moo sono entrambi “alter ego” del giovane designer Jacopo Zibardi, ideatore e creatore dei disegni e dei testi del fumetto Bozii Design. Jacopo, come molti di noi, si pone innumerevoli domande sul mondo del design, così mutevole, concreto e impalpabile allo stesso tempo da creare incertezze e perplessità anche a chi ne è immerso. Qualche risposta riesce a darsela (e a darcela) attraverso due personaggini minuscoli che pongono, sul design, una lente d’ingrandimento dal filtro ironicamente realistico e sfrontato.

Ospiti fissi su Livingroome, di recente Jacopo,  Bozii e Moo,  sono stati anche a Design Book, su Leonardo tv, in un’intervista di Giorgio Tartaro.

Una vignetta tira l’altra.. io le ho lette tutte d’un fiato e ho anche decretato la mia preferita… Qual è la vostra? continua…

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26

nov

2009

NONO’, niente di tutto ciò!

Scritto da Cammy 
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nono5Non è una sedia. Non è uno sgabello. Non serve per sedersi né per stare in piedi. Non ha quattro gambe.. insomma non è di certo riconducibile alla classica idea di seduta che tutti noi abbiamo in mente. NONO’, niente di tutto ciò. Proviamo ora a dire invece cos’è NONO’.

NONO’ è una seduta ischiatica a 3 gambe, un punto d’appoggio per il corpo a 70 cm da terra. E’ leggera, impilabile, dinamica, versatile. Una sorta di sellino da bici con le gambe, frutto di un attento studio sui nuovi modi del sedersi contemporaneo, in cui tempo e spazio a disposizione, abitudine e personalizzazione determinano nuovi modelli comportamentali. E’ il progetto che il giovane designer 22enne Stefano Soave ha presentato per la tesi, oggi ancora in fase di prototipo, ma assolutamente già pronto per andare in produzione. Il prototipo infatti è stato costruito in legno (ed è davvero interessantissimo vedere sul sito le immagini della realizzazione) ma il progetto è stato pensato in PP, utilizzando la tecnologia dello stampaggio a iniezione assistito a gas.

Ispirata a  Sella di Achille e Piergiacomo Castiglioni e Sedia per visite brevi di Bruno Munari, NONO’ riesce ad essere, in un panorama progettuale apparentemente saturo come quello della SEDIA, una sferzata di ironica, zoomorfa, primordiale, aliena originalità. continua…

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24

nov

2009

Può un progetto sostenibile diventare insostenibile?

Scritto da Cammy 
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watering-can-4Sono passati quattro anni da quando il giovane designer svizzero Nicholas le Moigne presentava al concorso indetto da designboom RE-think + RE-cycle, un progetto divenuto poi simbolo del design sostenibile. Watering Can si era aggiudicato infatti il primo premio grazie alla semplicità, immediatezza e indubbia efficacia, spianando la strada ad una serie di spunti progettuali eco-oriented che ancora oggi pullulano nel panorama del design contemporaneo. Non a caso tra i progetti recensiti in questi giorni da noti blog nazionali e internazionali spunta quello lanciato ultimamente dall’industrial design lab GR. continua…

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17

nov

2009

Sleep Box: dormire tranquilli in aeroporto

Scritto da Cammy 
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sleepbox02Vi è mai capitato di dover stare ore ed ore (troppe anche per giri ripetuti di shopping selvaggio) in aeroporto in attesa dello scalo successivo? Oppure di prenotare un volo last-minute, magari in orari assurdi, e pensare “beh..al massimo dormo in aeroporto!”? Senza dubbio improvvisata, avventuriera ma nient’affatto comoda come soluzione. Lo studio russo Arch Group propone un’alternativa: scatole numerate in serie in cui trovare un po’ di privacy, riposarsi da viaggi spossanti, e perché no.. anche schiacciare un pisolino! Il progetto si chiama appunto Sleep Box, un microambiente (dimensioni 2mx1.4mx2.3m) dotato di piani d’appoggio a scomparsa, sistema di ventilazione e allarme acustico, televisore LCD incorporato, accesso a internet, prese elettriche e ampi spazi per riporre i bagagli. Il letto è costituito da una morbida e flessibile striscia di tessuto polimerico 2mx0,6m e da un sistema automatico che cambia di volta in volta la biancheria. All’esterno “il numero identificativo”, composto da led, si illumina di rosso se la Sleep Box è occupata mentre è verde se è libera. Il pagamento va dai 15 minuti fino ad intere ore. Una sorta di “cabine” hi-tech, dalla spiaggia all’aeroporto. continua…

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6

nov

2009

Wash One: dal flacone alla pillola

Scritto da Cammy 
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wash oneRicordo che la mia maestra delle elementari diceva sempre: <<Verrà il giorno in cui tutto sarà ridotto in pillole!>>. Son passati circa vent’anni e quel giorno non sembra più così lontano. A testimoniarlo è il progetto di Se Jun Lee, giovane designer che ha pensato di “rimpicciolire” le decine di flaconi e contenitori di saponi e detergenti in un unico e pratico blister. Con Wash One, infatti, è possibile portare con sé, in pillole monodose, tutti i prodotti di cui abbiamo bisogno per la cura e la pulizia del nostro corpo. Un blister contiene cinque tipologie di prodotto in doppia dose, distinte per colore e per destinazione d’uso segnata sulla confezione: shampoo (hair), sapone per il viso (face), dentifricio (tooth), bagnoschiuma (body I) e detergente intimo (body II). Davvero comodo sia per le situazioni di necessità giornaliera “outdoor” sia per i viaggi. Non saremo più costretti infatti né a beautycase stracolmi e ingombranti, né a spiacevoli sorprese di flaconi rotti e liquidi ovunque che invadono vestiti e accessori in valigia , né a tirar fuori e gettare intere confezioni al momento del check in. continua…

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18

ott

2009

Color Picker Pen: RGB dalla natura alla carta

Scritto da Cammy 
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color_picker_pen01Immaginate di stare sdraiati su un prato di primavera, immersi in una distesa di fiori variopinti, e poi scorgere tra l’erba una farfalla, la più bella che abbiate mai visto. Cosa dareste per catturare quella visione caleidoscopica di colori e farla vostra.. proprio come in un programma di fotoritocco!?

La giovane designer coreana Jinsu Park ha ideato il concept di una penna che trasforma il tool “eyedropper” di Photoshop in realtà. Color Picker Pen, come fosse un piccolo scanner, permette di recepire i colori presenti nell’ambiente e trasferirli immediatamente su carta. Un sensore, infatti, rileva il codice RGB relativo all’oggetto interessato e lo visualizza sul un piccolo display. In seguito un set di tre cartucce (RGB appunto) viene mescolato per ottenere il colore selezionato. Sarà così possibile disegnare e colorare in maniera “estemporanea” l’oggetto selezionato oppure memorizzare il codice scannerizzato. Un sorta di penna magica, un po’ come quelle che avevamo da piccini, ma dalle infinite combinazioni di colori che possiamo scegliere ogni volta che vogliamo e possiamo finalmente “copiare” dalla natura! continua…

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11

ott

2009

Intervista ad Emiliano Brinci: DesignTrasparente

Scritto da Cammy 
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design trasparente turbinaDesignTrasparente è una giovane realtà progettuale nata da una “ben assortita” collaborazione tra Emiliano Brinci, industrial designer con la passione per l’exhibition e la grafica 3d, e Francesca Soluzioni, esperta in tecnologie produttive e alla continua ricerca d’innovazioni tecniche e funzionali. L’ atelier è specializzato nella lavorazione delle materie plastiche, tutti i loro oggetti sono Made in Italy e realizzati con metodologie artigianali.

Parleremo oggi con Emiliano Brinci, per scoprire qual è stata e quale sarà la sua strada per il Design.

- Ecco la domanda di rito: chi è secondo te “un giovane designer”? Ti definisci tale?

Allora cominciamo con il dire che un designer, specialmente se giovane, è una persona che crede nelle proprie capacità, che ha una mente curiosa e la voglia di mettersi al servizio della comunità, progettando in modo intelligente ed utile per dar vita ad una società ed un mondo migliore. Questo, a mio avviso, dovrebbe perseguire ogni designer, giovane o meno giovane che sia. Questa però è la parte teorica e “romantica” della definizione , adesso ti “servo” la parte meno romantica dell’essere oggi un giovane designer. continua…

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16

set

2009

Nokia Mixed Reality: un futuro sempre più wireless

Scritto da Cammy 
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nokia-mixed-reality1Molti credono che il vero anno nuovo cominci a settembre. Dopo un lungo periodo di riposo fisico e mentale, in questo mese infatti il tasto passa da Off a On. Iniziano le scuole, si riprende a lavorare, si fanno bilanci e prospettive, si pensa intensamente e attivamente al futuro. Così come fa Nokia, che in questi giorni ci presenta gli esiti di un progetto esteso al quale lavora da un po’ (e nel quale possiamo riconoscere i primordi con il progetto Morph). In un video diffuso in rete su youtube infatti è possibile vedere come Nokia immagina la tecnologia del futuro e l’interazione con essa. L’obiettivo principale della nota azienda finlandese è quello di creare una rete di contenuti e servizi per l’utente che permetta di interagirne usufruendo al minimo di strumenti “materiali” trasformandoli in immateriali. Si tratta della cosiddetta “Augmented reality” (realtà aumentata), in cui dati intangibili si sovrappongono fino a confondersi con la realtà tangibile, arricchendola e potenziandola.
Nokia Mixed Reality è infatti un sistema senza schermi, né fili, né tastiere. E’ composto da tre elementi: un paio di occhiali che fanno da monitor e che permettono di tracciare il movimento degli occhi, quasi come fosse il cursore del mouse; una specie di braccialetto che, attraverso la tecnologia aptica, traccia il movimento delle mani e trasmette segnali sul corpo (ad esempio vibrazioni); e infine un auricolare 3D avanzato.
Grazie a questo mix di accessori si potrà avere una visione in tempo reale di informazioni, conversazioni, news, fondendo la tecnologia sia con il proprio corpo sia con l’ambiente fisico nel quale si è immersi. Che sia molto lontana questa visione del futuro Nokia? Io credo si tratti di un futuro  “prossimo”.. e voi? continua…

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